Video I giudici commentano il quinto Live di X Factor

“Bravi! Un bell'applauso per Extra Factor! Il quinto live è appena finito. Il pubblico è sempre di più che rimane anche per noi, per Extra Factor, per vedere i nostri giudici appena hanno finito questo live, questo quinto live con gli inediti. Com'è andato? Samul, allora?” “Io sono felice. L'inedito per me è un momento particolare perché lo vivo proprio fortemente, quindi sono contento di come è andata”. “Sei l'unico ad aver scelto soltanto brani italiani o comunque insomma, che in qualche modo...” “No, anche gli altri”. “... entrambi i tuoi...” “Ah, entrambi. Beh, sì, anche perché loro scrivono in italiano, i Sierra lavorano proprio sull'italiano perché usano proprio la parola italiana per esprimersi. Con i Buda è stato difficile perché loro arrivano da un percorso musicale che ovviamente viene meglio fatto in inglese, però vale la pena sbattersi. Io sono dell'idea che in questo momento la musica italiana sta veramente raccontando qualcosa anche oltre ai nostri confini. Qua al tavolo abbiamo un esponente della musica italiana che riesce a uscire dai confini italiani, quindi perché limitarsi, perché non farlo?” “Volevo dire che io vendo i dischi in Giappone anche”. “Appunto, vedi?”. “Chi li vende in Giappone i dischi? Sfera, tu che dici, com'è andata stasera?” “Beh, poteva andare meglio direi, no? Ormai siamo abituati, Giordana ha questo grande muro che è il pubblico da casa e non si capisce bene ancora perché non venga percepita. Non lo so, direi che è una cosa su cui possiamo lavorare, su cui comunque potrà lavorare anche lei una volta fuori da X-Factor, sia che arrivi in finale o che non ci arrivi. Lei comunque ha del potenziale che la porterà lontano indipendentemente dal programma. Però mi piacerebbe vederla trionfare almeno una volta anche a X-Factor, giusto per dire: allora ce l'abbiamo fatta davvero, ve l'avevo detto, era simpatica”. “Infatti, speriamo che potrai dire “ve l'avevo detto”, lo speriamo tutti. Lauro?” “Io riaprirei il discorso che avevamo fatto un po' con Malika questa sera, degli inediti, che calarsi nei panni di un qualcun altro è molto difficile. In questa puntata secondo me abbiamo visto come i cantautori comunque sono loro stessi sul palco e ha premiato questo, dai Sierra a Sofia, che devo dire che mi ha veramente stupito, forse è una delle cose più belle di tutta questa serie. Una ragazza così giovane ha scritto un pezzo così bello, così hit, così profondo. Anche se magari giustamente, come dice Mara, magari è un brano un po' per quelli della sua età, però a me...” “E che ben venga!” “Esatto, ben venga e a me è piaciuto veramente tanto”. “Ma ci sono tante canzone scritte per quelli della tua età che hanno preso tanta gente, vecchi e giovani...”. “Assolutamente sì”. “... per cui non vuol dire niente. E' un brano perfetto per una ragazzina di quella età lì e per tutti”. “E' un brano scritto benissimo”. “Molto bene”. “Bravissima”. “Quando parlavi di metterci i problemi sociali nelle canzoni...” “Beh, aiuta su certe cose, soprattutto se sei un rapper, un non tradizionale, aiuta molto, voglio dire, perché questo tipo di musica... E' come il rock, voglio dire, il rock è una cosa che i problemi sociali li ha sempre trattati nell'epoca in cui il rocker andava di moda”. “Beh, hanno scritto anche delle gran canzoni d'amore i rocker però”. “Anche, anche, ma certo, anche, però anche il resto”. “Perché è un problema sociale l'amore, poveri noi, non riusciamo mai a farla franca dall'amore”. “No, beh, è un problema sociale perché sono passati tanti anni, sono uscite delle leggi diverse che hanno mosso il rapporto in maniera differente”. “Ma anche la musica attuale, la musica italiana attuale, ma mondiale attuale, propone magari tematiche sociali, anche il rap, la trap”. “Ma non c'è dubbio”. “Mara, ti abbiamo visto abbastanza, diciamo, aperta all'idea di cantare in inglese, che per te è sempre stata un po' una...”. “La canzone italiana è chiaramente quella che preferisco ed è quella che mi ha dato maggiori soddisfazioni. I tempi cambiano e un tentativo di avere in un album un pezzo in inglese non lo vedo così da matto. Lui dovrà cantare certamente in italiano, ma fare un pezzo... Questo pezzo, poi, poteva avere un testo italiano, tante canzoni hanno fatto così. Ma non c'è stato il tempo, l'ha fatta in inglese sull'originale. Però lo trovo un bel pezzo”. “Carto”. “Sì, veramente”. “Samuel, ti abbiamo visto abbastanza agguerrito riguardo all'assegnazione degli inediti”. “Dopo l'ultimo Extra Factor qualcosa è cambiato”. “Esatto. Siamo stati noi, ti abbiamo fatto diventare cattivello”. “Ma no, io sugli inediti mi accendo perché è la mia vita, io faccio quello da quando... ho pochissimi anni, e quindi capisco perfettamente il ragionamento di Mara, nel senso che la lingua non deve essere assolutamente una barriera, un confine. Però per la prima volta da tempo sto accendendo la radio e sento cantare in italiano. In Francia c'è una legge specifica che dice che l'80% della musica deve essere francese”. “Anche il cinema, è vero, ci tengono molto”. “Il 60, scusami, il 60% deve essere cantato in lingua francese”. “Esatto. Noi in Italia questa cosa non ce l'abbiamo mai avuta e io tutte le volte che mi sono confrontato col mercato - io arrivo ovviamente da qualche anno precedente ai ragazzi - mi son sempre dovuto confrontare con la hit americana o inglese che arrivava e spazzava via ogni possibilità agli artisti italiani. Quindi adesso che vedo che c'è... vedo che ora loro stanno facendo veramente una cosa importante per la lingua italiana”. “Posso dirti? Però ci sono state delle canzoni che hanno passato perché “Non ho l'età” vinse l'Eurofestival e fece 5 milioni di copie in italiano”. “E allora dobbiamo continuare, noi dobbiamo fare quello”. “No, ma io non sto difendendo l'inglese, dico solo: attenzione, non facciamo di tutta l'erba un fascio, ci sono delle possibilità...” “Ma nessuno fa di tutta l'erba un fascio, io dico semplicemente che...” “Ma ci sono stati italiani che hanno fatto grande successo all'estero anche in italiano...“Certamente, ma noi siamo contenti”. “Modugno con “Volare...”. “Laura Pausini...” “Ma nel mercato italiano, una persona che canta in inglese...” “Ma noi siamo veramente felici di questo. Il problema è che adesso che gli italiani stanno facendo successo in Italia, non togliamoglielo, solo questo”. “Ma no, non voglio assolutamente. Perché abbia fatto un pezzo in inglese non è che ho fatto... La mia storia è piena di successi italiani”. “No, stavo dicendo che tu adesso mi parli di Modugno” “Signori, non litigate per favore”. “Io mi accendo sulla parola 'italiano'”. “Io voglio sapere: un cantante italiano che canta in inglese in Italia, che canta pezzi in inglese...?” “I Motel Connection cantavano in inglese”. “Abbiamo avuto Mahmood ospite questa sera, otre ai grandissimi ospiti che sono passati”. “Posso dire una cosa a questo proposito? Dunque, il mio primo brano di successo si intitola Feeling Better e dato che ero un esordiente, il fatto che mi chiamassi Malika Ayane e cantassi un pezzo in inglese mi ha in realtà molto facilitata perché i brani in italiano erano parecchi discriminati. Poi chiaramente ci è voluto Come Foglie e ci è voluto Sanremo, ci è voluto Giuliano Sangiorgi per radicare il fatto che fossi italiana anch'io”. “Ma io non sto dicendo che cantare in inglese è un male, anzi, è anche...” “Nel senso che ha aiutato perché ci autodiamo dei provinciali”. “Io sto dicendo che in questo momento storico in cui la lingua italiana sta tornando, sta prendendo piede, secondo me vale la pena sforzarsi un pelino di più, spendere un po' più di tempo e provare a indirizzare i ragazzi in quella direzione, anche perché per loro sarà sicuramente più facile trovare uno sbocco discografico in italiano che in inglese”. “Ma certo, su questo sono assolutamente d'accordo”. “Quindi è anche per il loro futuro”. “L'episodio rimane un episodio, non è che diventa la storia di un artista. Su questo sono assolutamente d'accordo, il successo in italiano è certamente migliore”. “Tu, Sfera, cosa ne pensi di questo argomento, cantare in italiano, cantare in inglese, mercato italiano?”. “C'è da dire che in Italia, oltre al discorso che il pezzo in italiano funziona di più, c'è da dire che comunque non tutti parlano bene l'inglese”. “E pochi lo capiscono”. “Esatto. Quindi molti, non capendo la canzone, neanche se l'ascoltano. Però poi se pensi a una hit tipo Despasito, che comunque è stata hit mondiale ovunque ed era in spagnolo, anche in Cina era una hit, in America era una hit, in Italia era una hit, comunque, se il pezzo è bello, la lingua passa in secondo piano”. “Dipende dal tipo di canzone magari”. “Esatto. Per cui ci sono infinite cose da prendere in considerazione. Secondo me limitarsi a dire che il pezzo in italiano vende di più di quello in inglese... sì, forse in Italia sì”. “Lo spagnolo però è la lingua più parlata nel mondo, ragazzi, e più dell'inglese”. “Sì, però musicalmente comunque sarai d'accordo con me che prima di Despasito, la hit mondiale era la hit in americano”. “Però comunque Despasito è un esempio...” “Scusami, in tutta l'Europa del Nord ci sono molti successi in inglesi, per cui, voglio dire, io non credo... Certamente oggi i ragazzini a scuola fanno l'inglese, è chiaro che alla mia epoca l'inglese lo faceva solo il console italiano a..., per cui io credo che i tempi cambiano e siamo sempre più uniti, per cui sono tutti episodi, non la vedo più come un fatto nazionale”. “Non so se vi ricordate tre o quattro anni fa quando c'era PSY e Gangnam Style era comunque il video più visto su YouTube e il tipo cantava in coreano e nessuno ha mai capito quello che diceva”. “A nessuno gliene fregava niente di quello che diceva”. “In realtà ci sono un sacco di variabili in realtà. Se il pezzo è bello, è bello, punto”.

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