Video i giudici commentano il sesto Live Show di X Factor

“È finito questo live, questo sesto live. Com'è andato? Com'è andata questa prova, diciamo, con questi 40 elementi con il concerto? L'hanno superata? Non l'hanno superata?” “Mah, io devo dire, non era facile perché comunque suonare insieme a un'orchestra così imponente, con tanti musicisti, se non sei abituato, se non sei, se non hai almeno un po' vissuto il palcoscenico, diventa complicato. Corri il rischio di essere schiacciato dal suono che è intorno a te. I ragazzi, devo dire, tutti quanti l'hanno... sono arrivati in un momento in cui stanno veramente passando dall'essere dei ragazzi che partecipano a X Factor a dei forse professionisti, e quindi questa sera già un po' si è visto in tutti quanti, in tutte le squadre”. “Ha ragione Samuel. Questo infatti denota l'esperienza degli artisti qui presenti, a parte Mara. Mara, volevo chiederti: secondo te ai tuoi artisti in particolare forse quest'orchestra un po'...” “No, certamente non è stata un'esibizione brillante. Devo dire che è vero che i ragazzi non sono abituati a una cosa così colossale per loro, perché è molto importante. Bisogna essere abituati, tenere il tempo. Insomma, le cose per me non sono andate benissimo. Devo dire la verità, ma questo succede, purtroppo. Per diventare professionisti bisogna fare molta fatica”. “Sono d'accordo”. “Ma non è a caso che lo si diventa. E non è un caso che poi si resta, perché il problema è... diventare è difficile, restare è ancora più difficile”. “E poi ricordiamoci sempre che stiamo parlando di ragazzi in fondo”. “Beh, insomma...” “Che affrontano un palco. È facile fare il processo forse da fuori”. “Ma bisogna progettare il dopo più che altro”. “Però sai, tutto quello che succede sul palco, anche le imperfezioni succedono. Ci sono tanti fattori”. “Bisogna... secondo me...” “La stanchezza di Eugenio per esempio”. “Bisogna semplicemente essere umili”. “La stanchezza la deve imparare a dominarla, perché questo qui è un mestiere dove farà tanta fatica, ma tanta. Posso metterglielo per iscritto, per cui deve abituarsi a... per esempio, tutto quello che accade attorno a te può disturbati. Devi imparare a isolarti prima di andare sul palco, e con questo tuo isolamento andare e produrre il meglio di te stesso”. “Malika ha detto una cosa intelligentissima stasera ad Eugenio. Ha detto secondo me una delle cose più intelligenti che si possono dire a un artista. C'è sempre il momento; questo momento arriva sempre per tutti. L'imperfezione in pubblico...” “Io conosco però un mestiere dove ti posso dire che per alcuni l'ho visto prima, per alcuni non l'ho visto mai. Attenzione, quelli che lavorano tanto, tanto, ma tanto, ma tanto...”. “Però, Mara, Mara, magari non l'hai visto perché hanno iniziato da prima, quindi si sono fatti questi errori durante...” “Certo, però bisogna sempre stare molto concentrati”. “Esatto”. Il perdere la concentrazione ti porta sicuramente a fare più errori”. “Certo, d'accordissimo”. “La concentrazione è fondamentale”. “Malika”. “Oltre la concentrazione comunque io penso che una cosa che... cioè, che è venuta fuori particolarmente questa sera con l'orchestra è che si studia un po' meno la musica, la musica come materia”. “Ma anche gente che non studiava, che non veniva dal Conservatorio, ne ho conosciuta abbastanza, rimane comunque un fatto che se stai concentrato riesci meglio”. “Secondo me un unico motivo per andare avanti è la fame, la fame, la fame, la fame”. “La fame aiuta”. “La fame è fondamentale”. “La fame aiuta”. “E l'umiltà, l'umiltà, perché l'umiltà è la cosa che ti fa avere continuamente fame, è la cosa che anche davanti a un successo incredibile ti dice non sono ancora arrivato, l'umiltà”. “Verissimo, verissimo”. “L'umiltà è fondamentale per avere fame”. “Ma non arrivi mai nella vita”. “Esatto, però in questi ragazzi, ho visto che nel percorso che hanno fatto alcuni hanno iniziato a smettere di essere umili. È una cosa facile che capiti in questi contesti, perché...” “Dici perché si ritrovano già in un palco enorme”. “Un mese fa erano a fare una vita normale, un mese dopo si trovarono ad essere trattati come degli Swarovski praticamente, quindi è possibile perdere la testa”. “Anche se non si rendono conto di quello che gli succede fuori”. “Esatto. Ma loro sanno che, finita questa cosa qui, si ricomincia da capo, ma si ricomincia da capo veramente”. “Infatti. Un altro bell'applauso per Samuel, giustamente, signori”. “Una bella perla”. “Non volevo dire una cosa da applauso, però io lo voglio dire per loro”. “Si ricomincia sempre da capo. Ogni disco praticamente”. “Ogni”. “Tutte le volte”. “È sempre una riconferma”. “Sempre da capo, sempre da capo, ma tutti si comincia da capo”. Per esempio Nicola Cavallaro, insomma, è stato eliminato. Che cosa gli...” “Nicola, peccato anche lui. Lui è stato concentrato, è stato meglio, però anche lui... e poi sai, il cerchio si stringe. Prima o poi doveva inesorabilmente arrivare dei momenti difficili”. “Com'era il titolo in inglese? Proviamo a ripeterlo”. “Per favore”. “Oggi ci hai fatto ridere”. “Beh, io faccio sempre del recall inglese perché secondo me voglio andare a fare X Factor in Inghilterra. Chissà che risate che si fanno, scusa”. “E perché stasera hai dato delle gatte morte a Malika e Samuel, che sono stati...” “Perché sono diventate due volpi”. “Tremendi”. “Io sono sempre stata una iena”. “Ti piace?” “Aspetta, aspetta. Bisogna spiegare il termine gatta morta”. “Infatti. Che cos'è la gatta morta?” “Aspetta, aspetta. Gatta morta è una gatta che fa finta di dormire, ma quando la disturbi ti graffia. Se voi guardate il dizionario, gatta morta è quello”. “Tanto te, Samuel, c'hai tutti e due dentro i concorrenti, quindi, zitto zitto...” “Vedi a fare la gatta morta?” “Vedi? A fare la gatta morta funziona”. “Fare la gatta morta è una cosa interessante, perché Samuel al momento giusto ha colpito”. “È faticosissimo peraltro, è vero?” “È faticoso essere gatta morta. Ti devi tenere lì dietro”. “Ci vuole pazienza. Ci vuole pazienza”. “Ma infatti tu sei dotato di grande pazienza”. “Grazie Mara.” “Hai avuto il tuo momento d'oro”. “Io poi che mi ispiro a te per me è veramente... grazie”.

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