Mps, parola ai mercati dopo stress test e piano salvataggio

Poche ore e per MPS arriverà l’esame più complesso, quello del mercato. Non è facile prevedere con certezza quale sarà la reazione degli investitori. È un weekend che ha profondamente mutato le carte in tavola per il Monte. Dalla chiusura di piazza affari di venerdì sera, infatti, molto è cambiato a Siena: dalla bocciatura netta agli stress-test, dove è risultata addirittura l’ultima della classe in Europa, al radicale piano di salvataggio approvato dal Consiglio di Amministrazione e dalla Banca centrale europea. Un piano che prevede la cessione delle sofferenze, da cui si ricaveranno 9,2 miliardi e un aumento di capitale da 5 miliardi. A gestire le varie fasi dell’operazione alcuni dei grandi soggetti della finanza internazionale, dal Fondo Atlante, che finanzierà per 1,6 miliardi la dismissione dei crediti in sofferenza, a un consorzio di otto banche capitanato da JP Morgan e Mediobanca, che garantiranno l’iniezione di nuova liquidità. Le prime reazioni del mondo economico e politico sono state positive. Nell’ordine, Bankitalia, il ministro Padoan e la Commissione europea hanno dato il loro assenso al piano e, da ultime, sono arrivate le parole del primo ministro Matteo Renzi, che ha benedetto la decisione di far pulizia nel bilancio, con la speranza che possano riaprirsi i rubinetti del credito verso piccoli imprenditori, artigiani e famiglie. Se per gli investitori il dubbio è se prevarrà l’ottimismo per il futuro del gruppo o il timore di un’eccessiva diluizione del valore delle azioni post-aumento, per i risparmiatori l’auspicio è uno solo, ossia che le riforme varate da Siena pongano, una volta per tutte, dietro le spalle le nubi di tempesta che aleggiano da anni su Rocca Salimbeni e sui loro conti correnti.

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