Venezuela, la Costituente rimuove la Procuratrice Ortega

Il primo atto della Guardia Nacional Bolivariana, il corpo di polizia militarizzata nel suo ottantesimo anniversario, è stato l’assedio deciso dal presidente Maduro agli uffici della procuratrice generale, Luisa Ortega Díaz. Il primo atto della nuova Assemblea Costituente è stato la sua rimozione: “sono stata spintonata, mi hanno attaccata con gli scudi per impedire il mio ingresso negli uffici”, denuncia ai media la procuratrice. Armi spianate su ingressi e uscite nella sede della procura generale. Giovedì scorso, la donna, simbolo oramai della lotta al sistema Maduro, aveva reso noto di aver aperto un’inchiesta contro i responsabili del Consiglio nazionale elettorale. L’accusa è di brogli nelle elezioni per l’Assemblea costituente di domenica scorsa. La Ortega sarà sottoposto a giudizio. Il Segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani, , Luís Almagro, lancia un appello al mondo, dalla rete dei social: “un’aggressione contro di lei è un’aggressione contro la democrazia in Venezuela”. Ancora più dura la voce della Santa Sede: “Maduro isolato dalla comunità internazionale” è il titolo dell’apertura nella prima pagina dell’Osservatore Romano, cittadini uccisi e feriti dai militari, da truppe armate che agiscono illegalmente in modo criminale, riferisce l’arcivescovo di Caracas, Urosa Savino, sull’Osservatore Romano. Mentre il Venezuela viene sospeso anche dal mercato comune dell’America Latina per il mancato rispetto della clausola democratica. Dal Brasile alla Presidenza del gruppo arriva la denuncia: avere una dittatura nel continente sudamericano è un fatto intollerabile.


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