Clima, conclusa la Cop25 i problemi restano in sospeso

15 dic 2019

Non siamo soddisfatti gli accordi raggiunti non sono sufficienti per fronteggiare la crisi climatica. Lo ammette anche la Presidente della Cop25 i due giorni aggiuntivi di negoziati, che hanno fatto della conferenza a Madrid, la più lunga di sempre. Non sono bastati a raggiungere un risultato apprezzabile il consenso raggiunto in extremis sulla necessità di aumentare entro il 2020 gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni, non basta a bilanciare il fallimento sugli altri fronti. E anche il Segretario generale dell'ONU Guterres si è detto deluso. Il fallimento più eclatante è quello che riguarda l'articolo 6 degli accordi di Parigi, uno dei punti più rilevanti nell'agenda della Cop ospitata a Madrid. L'articolo in questione riguarda il cosiddetto carbon market il sistema che prevede tra l'altro la possibilità di finanziare il taglio delle emissioni in un altro Paese, conteggiandolo nel proprio. A dividere in questo caso sono state le regole di applicazione in particolare la controversa possibilità di un doppio conteggio. Di fronte all'impossibilità di raggiungere un accordo, la Cop25 si è arresa, rimandando qualsiasi decisione al vertice previsto a Bonn il prossimo giugno. Tra i paesi che hanno frenato maggiormente i negoziati ci sono Brasile, Arabia Saudita, Australia, India, Cina, Sudafrica, anche gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo la decisione di Trump di uscire dagli accordi di Parigi, infatti, sarà effettiva solo il 4 novembre 2020 il giorno successivo, peraltro, a quello delle elezioni presidenziali americane. Gli ambientalisti sono amareggiati ed era prevedibile, l'esito, dicono, è inaccettabile. Chi si aspettava un effetto Greta è rimasto deluso. Le piazze piene nei venerdì di protesta non hanno fornito al negoziato lo slancio che molti auspicavano la scienza è chiara, commenta l'attivista sedicenne, ma la stanno ignorando. Adesso, dopo il vertice di giugno a Bonn si terrà il summit Europa Cina di settembre a Lipsia, infine, la Cop 26 che sarà ospitata a Glasgow a dicembre. Il mondo aspetta la crisi del clima. No.

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