Città smoke-free nel mondo, prima di Milano New York e Tokyo

19 gen 2020

Milano ha lanciato la sua campagna antifumo, il sindaco Sala vuole il divieto alle pensiline dei tram e in genere ovunque all'aperto si formino code. E fin qui Milano è in buona compagnia tra le metropoli mondiali, ma anche tra le molte piccole città italiane che già hanno inaugurato norme restrittive contro il fumo. Fa discutere invece la proposta che per molti ha il sapore di una crociata, di puntare a una città smoke free entro il 2030. Vietare il fumo in tutta la città all'aperto, mi sembra un po' eccessivo per le persone che in realtà sono dei fumatori, quindi da passare dal niente al tutto secondo me non va bene. Penso anche a chi magari, in ufficio 8 ore l'unico posto che hanno per fumare è in strada. Chi avesse qualche dubbio sul significato di Smoke free, può farsi un'idea guardando precedenti blasonati come New York, dove già dal 2011 i fumatori all'aperto, devono evitare parchi, stadi, piscine, piazze pedonali, spiagge, cortili di scuole, ospedali, e i 30 metri antistante l'ingresso di qualunque edificio. Come dire vietato fumare ovunque. È il caso di Tokyo è per certi versi ancora più istruttivo: vietato accendere la sigaretta anche mentre si cammina. In compenso, anche per strada, esistono aree fumatori semichiuse, simili a gabbie dove la voglia passa anche al tabagista più incallito. Attenzione però, paradosso dei paradossi, in moltissimi ristoranti è ancora consentito fumare al chiuso. Cosa in Italia, tassativamente vietato dalla legge Sirchia del 2005. Ma l'avanguardia della crociata anti fumo, è la Svezia. Dall'anno scorso non si fuma neppure nei ristoranti all'aperto e nel 2025 sarà un paese completamente smoke free, il primo al mondo. Siamo destinati a diventare un pianeta smoke free? Magari verrebbe da dire, ma siamo sicuri che sia il fumo delle sigarette a fare la differenza?.

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