Coronavirus, le proteste del mondo della scuola

08 giu 2020

Ultimo giorno di scuola che non finisce sui banchi, ma con i saluti virtuali a insegnanti e compagni. Il pensiero vola a settembre, all'inizio di un nuovo anno scolastico, il primo post Covid. La priorità è tornare in classe e rientrare in aula in sicurezza. Noi vogliamo che si aprano le scuole in sicurezza il primo Settembre. Che poi ci sia o non ci sia il Piano non è un'opinione, non c'è. E per fare un Piano ci vuole una strategia, ci vogliono risorse e idee. Noi non vediamo né l'uno, né l'altro. E ci vogliono investimenti per mettere le scuole nelle condizioni di accogliere i ragazzi. Quello delle risorse, del miliardo e 400 milioni previsti nel decreto Rilancio, innanzitutto per i Sindacati sono insufficienti per far ripartire la scuola in sicurezza. Bisognerà poi capire come saranno le nuove classi, l'ipotesi del plexiglass non convince. E poi addio alle classi pollaio, al massimo 15-18 studenti. Questo implica più docenti e spalanca la porta della questione dei precari. La scuola deve essere in presenza e in sicurezza per tutti, quindi servono insegnanti, servono ausiliari, servono strutture. Soprattutto un Piano di investimento straordinario in questo momento che rilanci la scuola e che permetta di rientrare in sicurezza dal primo Settembre. Come si interviene? Dividendo le classi, facendo dei paradigmi, però a questo punto servono delle classi in più e noi abbiamo un'edilizia scolastica che da questo punto di vista è reminiscente, è assolutamente inadeguata.

pubblicità
pubblicità
I podcast di Sky TG24
I podcast di Sky TG24I podcast di Sky TG24
Ascolta e segui i podcast di Sky TG24: cultura, arte, informatica, scienza e tanti altri temi raccontati dalle voci dei giornalisti di Sky TG24
Scopri tutti i podcast