Covid, in Italia mancano braccianti agricoli

17 giu 2020

Si chiama diradamento ed è uno dei tanti lavori propedeutici alla raccolta, per ogni pianta vengono scelti i frutti migliori da lasciar maturare gli altri devono essere scartati, lavoro di braccia, ma anche di testa, Jürgen e Fabian hanno 22 anni e vengono dall'Albania, lavorano qui ogni stagione da quando ne avevano 18, siamo San Sebastiano, frazione di Fossano, nel cuneese, e questa è l'azienda agricola Fratelli Bodrero, 70 ettari coltivati a: mele, pesche nettarine e kiwi, un'azienda familiare nata negli anni Sessanta e oggi portata avanti da Giuseppe e da suo fratello Giancarlo che esportano frutta in Europa e Medio Oriente. Ma oggi il raccolto e tutto il lavoro di un anno è a rischio perché mancano i raccoglitori. Quest'anno può darsi che ci sia anche il rischio che magari una parte di frutta rimanga sulle piante. Ne ha una decina per ora, rumeni e albanesi, bloccati qui a causa del Covid da febbraio, ma c'è bisogno assoluto di altra forza lavoro, 15 mila braccianti solo nel cuneese. Per questo Giuseppe ha festeggiato quando lo scorso 15 giugno sono state riaperte alcune frontiere, ma non è abbastanza. Quanti lavoratori sta ancora aspettando? Attualmente per la raccolta, circa una quarantina, dall'Albania, specialmente, e Romania. Adesso in Romania hanno aperto le frontiere, quindi possono arrivare, mentre per l'Albania aspettiamo il signor Ministro che firmi il decreto, sperando di stare nei tempi. Se non arrivassero entro 2 settimane voi avreste un grave problema? Sì, sarebbe un grosso disagio per la nostra azienda, perché a reperire un numero di persone tutti i giorni è quasi impossibile con la manodopera locale. La paga è di 6 euro 79 centesimi l'ora più i contributi previdenziali per 8 ore al giorno, 5 giorni a settimana fino a metà novembre, gli stagionali vengono ospitati in questa cascina, ristrutturata nel 2016, qui c'è la mensa ed ecco gli alloggi per la notte. L'anno scorso da noi non è passata una persona a chiederci se avevamo bisogno di raccoglitori italiani. Quest'anno ho qualcuno in più, perché qualche persona che magari ha perso il lavoro, però diciamo numeri di due o tre persone, non decine.

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