Covid, in Lombardia è caos tamponi per rientri

16 ago 2020

Alle 16:30 di domenica 16 Agosto sono passate esattamente 48 ore dal mio ritorno in Italia. La Spagna, da dove sono partita, insieme a Croazia, Grecia e Malta è nella lista dei Paesi considerati a rischio, e per questo motivo se al rientro non si è in possesso di un certificato che attesti di essere negativi al Covid tramite un tampone effettuato nelle 72 ore precedenti, bisogna sottoporsi all'esame molecolare entro le 48 ore successive. All'arrivo all'aeroporto di Malpensa venerdì pomeriggio non ci sono postazioni mediche o infermiere ad attenderci, ma diversi cartelli dove vengono elencati i Paesi per cui è richiesta la procedura e dove scaricare un codice scan per trovare il numero di telefono corrispondente alla propria regione d'appartenenza. Funzionari e uomini delle forze dell'ordine spiegano per quel che possono ai passeggeri spaesati cosa fare una volta varcata la soglia dell'aereoporto. C'è numero verde da chiamare e il numero d'emergenza coronavirus, che ti rimanda al portale dell'Ats dove inserire dati personali e il Paese di provenienza. Sono passate 48 ore dall'atterraggio e non ho ancora potuto effettuare il tampone come richiesto per legge. Dovrò attendere, come tanti, di essere chiamata nell'Ats, nel mio caso di Milano, può essere a breve, come tra giorni. Intanto, con un'ordinanza la Regione Lombardia precisa che in attesa del tampone si può uscire, con la mascherina e mantenendo la distanza di sicurezza, in attesa che arrivi il proprio turno.

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