Covid, sbagliato usare i tamponi rapidi in aeroporto

25 nov 2020

Test antigeni rapidi vanno invece riservati per le conferme diagnostica piuttosto che per le politiche di contact tracing, piuttosto che ancora per politiche di screening di massa. É il Presidente del Consiglio superiore di sanità a dirlo con chiarezza, i test anti igienici non dovrebbero essere utilizzati per screening di massa. Stiamo parlando dei cosiddetti tamponi rapidi quelli che funzionano come un test di gravidanza e danno il risultato in meno di 30 minuti e che nel nostro paese vengono utilizzati solo per citare un esempio proprio negli aeroporti, cioè proprio a scopo di screening di massa. Facciamo insomma quello che il Presidente del Consiglio superiore di sanità consiglia chiaramente di non fare, screening di massa con i tamponi rapidi, sono test utili, ma con tassi di affidabilità inferiori a volte di molto ai classici tamponi molecolari, il dibattito sull'efficacia dei tamponi rapidi divide il mondo scientifico e non in tutti i paesi li utilizzano, negli Stati Uniti i test possono essere usati solo in presenza di sintomi in fase acuta e un risultato negativo non può essere considerato definitivo. Molto chiara anche l'organizzazione mondiale della sanità che in un documento spiega che questi test non devono essere usati in aeroporti e alle frontiere per screening di massa, ma solo all'interno di comunità ristrette in cui vi siano focolai già accertati. La differenza tra usarli o non usarli si vede anche da questi numeri che citiamo a titolo di esempio. Nella regione Lazio il rapporto tra contagiati e il numero di tamponi fatti risulta del 12% circa, se si contano sia i risultati dei tamponi rapidi che quelli dei molecolari, ma se andiamo a vedere lo stesso rapporto, calcolato solo sulla base del tampone molecolare, la percentuale dei contagi si alza di molto, fino a un più allarmante 33 %. La regione è la stessa, così come il numero assoluto dei positivi, ma la fotografia della situazione cambia in base ai tamponi che consideriamo.

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