Natale, Papa: vaccino per tutti, mercato non detti legge

25 dic 2020

Il vaccino sia per tutti, in primo luogo per i bisognosi e vulnerabili. È forte l'appello del Papa ai governanti lanciato nel giorno in cui le sue parole sono più seguite nel mondo, in questo Natale di pandemia in cui il tradizionale messaggiom la benedizione Urbi et orbi, gli auguri di Natale, sono fatti non affacciandosi su una piazza San Pietro affollata di fedeli, ma collegandosi dall'aula delle benedizioni. In questo tempo di oscurità e incertezze per la pandemia appaiano diverse luci di speranza, come le scoperte dei vaccini, ma perché queste luci possano illuminare e portare speranza al mondo intero devono stare a disposizione di tutti. Non possiamo lasciare che i nazionalismi chiusi ci impediscano di vivere come la vera famiglia umana che siamo, mettendo alle leggi del mercato e dei brevetti di invenzione sopra le leggi dell'amore e della salute dell'umanità. Vaccini per tutti, specialmente per i più vulnerabili e bisognosi di tutte le regioni del pianeta. Oggi si fa memoria del fatto che Dio Padre ci ha donato suo figlio, nato a Betlemme e che continua ad accompagnare la vita del mondo e di ciascuno di noi, dice Francesco, e allora nei rapporti tra popoli, Nazioni e persone la legge deve essere quella che siamo tutti fratelli. In questo momento storico segnato dalla crisi ecologica e da gravi squilibri economici e sociali, aggravati dalla pandemia del coronavirus, abbiamo più che mai bisogno di fraternità. Poi ripercorre i tanti luoghi di guerra e tensioni del pianeta, dalla Siria all'Iraq, dalla Libia al Libano, da Israele e Palestina all'Africa, al suo continente, l'America latina. E insieme alla benedizione Urbi et orbi, alla città di Roma e al mondo, fa gli auguri di Natale con un pensiero alle famiglie, quelle che in questi giorni non possono ricongiungersi e quelle costrette a rimanere a casa. Buon Natale a tutti.

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