Processo Sacchi, confronto tra genitori di Luca e Anastasia

18 mag 2020

Per me e la mia famiglia è stato un impatto fortissimo a livello emotivo. Però credo che per lei no, perché è rimasta praticamente con una freddezza disarmante come se non ci avesse mai conosciuto, stava lì, proprio impassibile. Fredda e distante, una sconosciuta, cosi è apparsa ai genitori di Luca Sacchi, Anastasia Kylemnyk che di Luca è stata finanziata fino alla sera del 23 ottobre scorso. Si rivedono per la prima volta da quei giorni, in un'aula di tribunale, perché davanti alla prima Corte d'assise di Roma è iniziato il processo per l'omicidio del personal trainer di 24 anni, ucciso con un colpo di pistola alla testa davanti a un pub nella zona colli Albani. Udienza rigorosamente a porte chiuse a causa dell'emergenza sanitaria che è stata subito rinviata per una serie di questioni tecniche relative alla lista testi e non solo. I difensori degli imputati hanno chiesto un rinvio per poter visionare delle consulenze balistiche dei Ris che il pm nei giorni scorsi ha depositato. Noi abbiamo avuto modo di affiancare gli avvocati degli imputati perché noi vogliamo che questo processo nasca senza nessuna falla procedurale, quindi che ben venga un rinvio anche di due settimane, purché il processo nasca sicuro, lineare e semplice. A giudizio oggi 5 delle 6 persone coinvolte. Perché Giovanni Princi, ex compagno di classe, amico ritrovato di Luca Sacchi, accusato di violazione della legge sulla droga come Anastasia, sarà processato con rito abbreviato il 28 maggio prossimo, collegati in videoconferenza i due ventenni di San Basilio, ritenuti gli autori materiali dell'agguato, Valerio Del Grosso che impugnava la pistola e Paolo Pirino sono accusati di omicidio aggravato dalla premeditazione, oltre che di rapina, porto d'arma e violazione della legge sugli stupefacenti, cosi come Marcello De Propris, che aveva fornito loro la calibro 38. Anastasia rimane la figura centrale, quella in un certo senso più misteriosa, la ragazza che i genitori di Luca conoscevano, ora loro stessi dicono non c'è più, e da lei, che nel processo è allo stesso tempo sia imputata, che è parte lesa e ci si aspetta la verità. Ci auguriamo solamente appunto che questa doppia veste la porti in realtà a dire la verità, ma una verità oggettiva e non quella che è stata ricostruita durante il corso delle indagini preliminari che non appare assolutamente veritiera.

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