Reggio Emilia, parte il progetto Scuola Diffusa

15 set 2020

Porte blindate, vetri antiproiettile, gli uffici e il caveau vuoti dal 2016. Questi spazi che custodivano denaro e valori, ora ospitano il bene più prezioso, la conoscenza. La sede della Banca d'Italia a Reggio Emilia, uno dei 19 luoghi della città convertiti per l'emergenza sanitaria. Qui, nello specifico, c'erano gli sportelli di accesso al pubblico. Proprio dietro le vetrate degli sportelli, tre classi di scuola primaria, mentre al piano di sopra due classi di scuola secondaria di primo grado. Due istituti comprensivi in una dimensione di contaminazione educativa e didattica. Banchi, sedie e lavagna hanno trovato posto nell'ufficio dell'ex direttore, mentre la stanza del suo vice diventerà a breve la sala insegnanti. Questa classe, per esempio, è il posto ideale per vedere le tracce della Banca d'Italia. Qui abbiamo una cassetta passa valori che è diventata il nido della maestra di questa classe con gessi e tutti gli attrezzi del mestiere, inclusi le mascherine. Questa è una finestrella che serviva per controllare che ci fosse l'operatore nella scala di sicurezza e dall'altro lato, invece, abbiamo la bussola di sicurezza che doveva difendere dai rapinatori e ora è a prova di bambino. Poi tutti i percorsi segreti per andare nel caveau che però i bambini non utilizzeranno. Questo invece è Palazzo da Mosto, una delle più significative dimore reggiane quattrocentesche. Oggi ospita mostre d'arte, ma alcuni dei suoi saloni accolgono studenti e docenti. Le aule negli edifici scolastici quest'anno non bastavano più. Nasce dalla necessità di rispettare i protocolli anti Covid, il progetto della scuola diffusa che di fatto ha coinvolto 50 classi, 1250 bambini e 19 edifici, che vanno dall'ex Banca d'Italia, ai musei, ai Chiostri di San Pietro, agli agriturismi, a dei centri sociali, a delle parrocchie. È un'idea nella quale la scuola si fa città e attraverso anche spazi nuovi, a contatto con la natura, piuttosto che con le istituzioni culturali. Siamo convinti che questo possa incidere, influenzare anche positivamente, la didattica stessa.

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