Violenza sessuale a Milano, adolescente vittima in ascensore

Ha meno di 14 anni, per noi non avrà né nome, né nazionalità, una ragazzina come tante, che torna nel primo pomeriggio a casa da sola, come sempre, nel condominio di un popoloso quartiere della periferia ovest di Milano. Un uomo la segue fin dentro l’ascensore e inizia a palpeggiarla. Lei grida e lui fugge. Il suo racconto finisce così, nell’accettazione della clinica Mangiagalli, che accoglie le vittime di violenze sessuali. La Polizia Scientifica ha esaminato ogni traccia nell’ascensore, e gli elementi raccolti sono al vaglio del Terzo Dipartimento della Procura e dei poliziotti della squadra mobile. La scena è quella di uno stabile molto grande, in cui tanta gente entra ed esce senza controllo, e nell’indifferenza di tutti si è mosso l’aggressore. Il suo profilo potrebbe sovrapporsi a quello dell’uomo che due settimane fa ha scelto, con la stessa casualità, una bimba cinese di sei anni, nella Chinatown milanese, un sex offender, un pedofilo o un violentatore di strada. Una violenza rapida, occasionale e senza conseguenze fisiche. Al vaglio della Scientifica il materiale girato dalle telecamere di videosorveglianza, anche nelle precedenti violenze.


  • TAG
Autoplay