Mini-Bot: cosa sono e perché impensieriscono l'Europa

I minibot potrebbero essere una delle novità più rilevanti del programma di Governo targato Movimento 5 Stelle e Lega. La proposta è quella di saldare i debiti insoluti della Pubblica amministrazione verso i contribuenti. Esempio: lo Stato deve pagare all’impresa del signor Rossi 1.000 euro. Invece di dargli i soldi, gli dà un buono del Tesoro da 1.000 euro. Il signor Rossi potrebbe aspettare che scada per riprendersi i 1.000 euro oppure usare il buono per pagare le tasse, una multa o, se il negoziante lo accetta, comprare un televisore o un frigorifero. Ecco, quindi, come dovrebbero funzionare i minibot. Sono promesse di pagamento da parte dello Stato, ovvero un nuovo debito pubblico che imprese e persone potrebbero scambiarsi come fossero dei soldi. Ed è proprio quest’ultimo aspetto il contro temuto da Bruxelles. Lo strumento diventerebbe una sorta di moneta supplementare, che circolerebbe solo in Italia. Il quotidiano britannico Financial Times ha scritto che potrebbe addirittura affossare l’euro. L’analisi del giornalista John Dizard parte in modo ironico, sottolineando che i minibot stanno sconvolgendo i ministri delle finanze dell’eurozona, soprattutto la Bundesbank, la banca centrale tedesca. Stando all’articolo 106 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, è vietato creare una moneta parallela nell’eurozona. Solo la BCE può emettere valuta. Il più convinto sostenitore del minibot, il deputato e responsabile economico della Lega Claudio Borghi, si è difeso dall’accusa di voler creare una moneta parallela e come esempio ha usato i buoni pasto, una sorta di titolo garantito con cui si possono anche comprare delle cose.


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