10 anni di smartphone, il 9 gennaio 2007 il primo modello

09 gen 2017

È il 9 gennaio del 2007. Steve Jobs presenta dal palco del Macworld a San Francisco uno strumento destinato a cambiare non solo il mercato della telefonia, ma anche il nostro modo di vivere. È una rivoluzione. Lo smartphone da un giorno all’altro crea i presupposti per il pensionamento della tastiera alfanumerica avvalendosi di uno schermo tattile, pratico e intuitivo, uno schermo che ci ha permesso di metterci il mondo in tasca, di connetterci a internet quasi in ogni momento; un mondo da condividere sui social network con le immagini, la musica, i pensieri che scandiscono la nostra quotidianità; un mondo fatto di applicazioni, programmi che ci aiutano a organizzare il lavoro e tempo libero come le mappe digitali in grado di orientarci con precisione in ogni luogo del mondo. Spiegami la strada è una richiesta che appartiene ormai al secolo scorso. È un mercato che in dieci anni è esploso e si è trasformato con l’ingresso di tanti altri produttori che, a volte, hanno subito e altre hanno imposto i cambiamenti. Oggi ci sono quasi 4 miliardi di smartphone attivi in giro per il mondo con la coreana Samsung a guidare le vendite e i cinesi in grande crescita. L’affermarsi degli smartphone ha costituito la premessa indispensabile per un veloce sviluppo della banda larga e il mercato della navigazione superveloce su cui si basa la rivoluzione della Digital economy. Non ci sono state, però, solo luci in questi dieci anni su Apple e su iPhone, ma anche ombre. Ad agosto la Commissione europea ha imposto alla società di Cupertino di sborsare 13 miliardi di tasse non pagate sfruttando la normativa ultra favorevole offerta dall’Irlanda. Il tema dell’elusione delle norme fiscali di Apple e di altri giganti del web ha accompagnato il rapido boom di questo settore dell’economia. Altre ombre riguardano, invece, gli effetti che gli smartphone, diventati un’appendice del nostro corpo, hanno avuto sulla nostra società e sulle nostre vite. In una vignetta che ha avuto grande diffusione così viene rivista e corretta l’evoluzione umana: da homo sapiens a homo technologicus, un uomo che parla di meno e digita di più, fotografa ogni cosa, cresce, gioca e impara in maniera diversa. Sulle degenerazioni dell’uso del cellulare sugli spazi sempre più compressi della vita reale a favore di quella virtuale si è detto e scritto tanto. Debrett, la Bibbia inglese del galateo, un paio di anni fa stilò una serie di poche e semplici regole da seguire nell’utilizzare gli smartphone, come non appoggiarli sul tavolo durante i pasti a pranzo e a cena. In pochi, a quanto pare, hanno accolto il consiglio. “Io esigo che tu lo prenda, però poi metti il tuo qua sopra”.

pubblicità
pubblicità
I podcast di Sky TG24
I podcast di Sky TG24I podcast di Sky TG24
Ascolta e segui i podcast di Sky TG24: cultura, arte, informatica, scienza e tanti altri temi raccontati dalle voci dei giornalisti di Sky TG24
Scopri tutti i podcast