Crisi Usa-Iran, Nasrallah: tanti kamikaze pronti a colpire

05 gen 2020

Procede di minaccia in minaccia l'escalation di tensione tra Stati Uniti e Iran, mentre la salma del generale Qassem Soleimani, arrivata in Iran dove martedì verrà seppellita, sfila nell'ennesimo corteo funebre tra migliaia di persone in lutto. L'ultimo avvertimento dopo il raid americano arriva dal leader di Hezbollah, Sayyed Nasrallah, che parla dalla periferia meridionale di Beirut. I kamikaze che hanno costretto l'America a lasciare la regione nel passato, minaccia, sono ancora lì e sono più di prima. Il braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran si gioca anche sul nucleare. Con la Repubblica islamica che ora anche lei, dopo l'uscita dell'America nel 2018 con successive sanzioni per l'Iran, paventa l'abbandono del programma nucleare. Nelle prossime ore, annuncia il portavoce del ministro degli esteri iraniano, si terrà un incontro tra i funzionari della Repubblica islamica, nel corso del quale impegni e decisioni prese in precedenza nell'ambito dell'accordo sul nucleare del 2015, potrebbero essere oscurati da quanto accaduto nelle ultime ore. "Morte all'America" urlano i parlamentari iraniani, mentre i pasdaran, le guardie della rivoluzione islamica promettono di colpire 35 obiettivi statunitensi già individuati, a cominciare dalle navi nello stretto di Hormuz. Intanto in Iraq arrivano le prime risposte sul campo. Due attacchi separati hanno colpito quasi simultaneamente la green zone di Baghdad, sede dell'ambasciata americana e a meno di 100 chilometri più a nord della base irachena di Balad, che ospita soldati e aerei statunitensi.

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