Egitto, è morto l'ex presidente Hosni Mubarak

25 feb 2020

Hosni Mubarak, il Faraone, 30 anni di dominio incontrastato in Egitto. Tre decenni in cui ha sempre avuto due ruoli: la guida del mondo arabo moderato contro l'ala più radicale dei fratelli musulmani e l'interlocutore credibile degli Stati Uniti. Tre decenni in cui, però, non ha saputo dare risposte a quella società civile che ha finito per rivoltagli si contro nella primavera del 2011. Mubarak ha fatto la sua carriera militare durante il regime di Nasser, scalando i vertici delle forze armate, fino a diventare braccio destro del Presidente Sadat. Due predecessori che hanno cambiato la storia del Medio Oriente durante il loro mandato. Hosni Mubarak, invece, la storia l’ha cambiata con le dimissioni, uscendo sconfitto dalla rivoluzione di Piazza Tahrir. Nel ’75 il Presidente Sadat lo nomina suo vice e di fatto gli affida il Governo quotidiano dell'Egitto. Quando gli succede nell'ottobre del 1981, eredita un Egitto espulso dalla lega araba perché in pace con Israele e di fronte a un'esplosione demografica, causa di povertà e crisi economica. Riesce a ristabilire un dialogo col mondo arabo, viene rieletto per 4 volte, ma sono elezioni farsa e le nuove generazioni lo capiscono in fretta. L'uomo affidabile per l'Occidente diventa il simbolo di un regime di polizia corrotto e nepotista. A milioni scendono in piazza, 300 manifestanti vengono uccisi. È l'inizio della fine per il Faraone, condannato all'ergastolo, in una sentenza poi annullata. nel 2017 viene assolto dalla maggior parte delle accuse e liberato.

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