Hong Kong, Pechino esclude intervento militare

29 lug 2019

Pechino, come si dice in gergo, continua ad abbozzare. Nessuna repressione violenta in vista, nessun bagno di sangue, stile Tienanmen; solo un paterno avviso al Governo locale: “Risolvete presto i vostri problemi”. “Il Governo della Cina ha a cuore il bene di Hong Kong e di tutti i suoi abitanti, ed esprime massima stima e rispetto per le autorità locali, in particolare per la polizia, che porta avanti da mesi il difficile compito di mantenere l'ordine pubblico. Ma la violenza è violenza e un atto illegale è un atto illegale, e come tale vanno puniti. Abbiamo la massima fiducia nelle vostre autorità locali e auspichiamo e confidiamo che questa situazione di conflitto venga al più presto risolta”. Yang Guang e Xu Luying, portavoce del Governo centrale di Pechino, si alternano al microfono della prima storica conferenza stampa organizzata nella sede dell'ufficio di rappresentanza del Governo centrale. Una conferenza stampa che doveva essere trasmessa in diretta anche sui circuiti internazionali, ma che all'ultimo momento si è svolta invece a porte chiuse, solo per i giornalisti accreditati. Ma le domande ci sono state, e anche le risposte, dure ed intransigenti, ma anche in un certo senso rassicuranti per quanto riguarda un eventuale intervento dell'esercito popolare, che è stato formalmente escluso. “La legge fondamentale di Hong Kong parla chiaro”, ha detto Yang Guang. Sicurezza e ordine pubblico sono appannaggio della polizia locale. Nessun intervento dell'esercito, dunque, nessuna mobilitazione degli oltre seimila - qualcuno dice il doppio - soldati della guarnigione che Pechino ha stanziato a Hong Kong dal giorno del ritorno ufficiale alla madrepatria. Sarà dunque compito del sempre meno autorevole, e legittimato governo locale, risolvere la situazione, ma che l'Occidente non si faccia illusioni, avverte alla fine il portavoce di Pechino. “Hong Kong è la Cina. Nessuno può interferire sui nostri affari interni”.

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