Impeachment Usa, Trump assolto. Biden: "Non cambia"

14 feb 2021

Finisce così e non è una sorpresa, vista l'aula spaccata esattamente a metà tra repubblicani e democratici, al termine di una giornata che di colpi di scena ne ha regalati parecchi. L'appassionata accusa non aveva chance di far breccia nel cuore di un sufficiente numero di senatori, quindi avevano tutti interesse a chiudere il prima possibile il processo sull'attacco al Campidoglio, avvenuto in mondovisione. Ma, a sorpresa, i rappresentanti della Camera, che fungono da Procuratori chiedono l'ammissione di testimoni. I repubblicani si fregano le mani. Qualcuno vota a favore, la mozione passa e l'avvocato di Trump annuncia di volere sentire 300 persone. Panico tra i democratici che si accorgono del clamoroso autogol. Per ogni testimone serve infatti un voto e si rischia di andare avanti per settimane, ostacolando il lavoro sulle nomine e sui provvedimenti dell'amministrazione Biden. Sconforto e conciliaboli a porte chiuse, poi il dietrofront. Con accordo bipartisan la richiesta viene ritirata e si può votare. Alla fine sono sette senatori repubblicani che dichiarano Trump colpevole di incitamento all'insurrezione tra cui un peso massimo come l'ex candidato presidenziale, Mitt Romney. Gli stracci cominciano a volare subito dopo, il capogruppo repubblicano McConnell, che ha votato per l'assoluzione, prende la parola in aula per dire che Trump è praticamente moralmente responsabile dell'assalto, lo guardava in TV tutto felice ma non è più in carica quindi giudicarlo non era compito loro. Visto che è un privato cittadino, aggiunge, ci penserà la giustizia ordinaria. Che per la verità ci sta pensando già da un po'. La portavoce della Camera, la democratica Nancy Pelosi, gli dà del patetico, mentre l'ex presidente affida a un comunicato stampa la sua soddisfazione. È stata una caccia alle streghe, scrive Trump, una vendetta politica per sopprimere il dissenso. E ai suoi sostenitori annuncia il ritorno. Il nostro storico, patriottico e bellissimo movimento Make America Great Again è solo all'inizio. A tarda sera l'ultima parola è del presidente Joe Biden. Nonostante il risultato, la sostanza non cambia, ci ricorda che la democrazia è fragile e che violenza ed estremismi in America non hanno posto.

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