L'Australia brucia, l'emergenza continua

03 gen 2020

Fiamme alte, temperature estreme intorno a 45 gradi, vittime e case distrutte. L'emergenza incendi in Australia non è finita. Qui a Mallacoota, nello Stato di Vittoria, molti residenti sono dovuti scappare da un inferno di fuoco che ha offuscato il cielo. La gente è spaventata. “Sto male al pensiero di quello che è successo qui”, si sfoga questa donna. È la zona sudest, quella più colpita, quella che appare sull'orlo di una crisi umanitaria ambientale senza precedenti. Da mesi le fiamme non danno tregua. Per fornire aiuto alla popolazione sono stati schierati aerei e navi militari. Cibo, carburante, elettricità e acqua scarseggiano nelle regioni colpite. Davanti ai supermercati ci sono lunghe file di persone, ma molti esercizi ormai hanno finito le scorte. Qui a Cobargo, una cittadina del New South Wales, i residenti hanno contestato il Primo Ministro, Scott Morrison. “Perché da noi solo 4 camion, se fossimo a Sydney saremmo sommersi di donazione”, gli ha urlato questa donna. Sono andati in fumo circa 5,5 milioni di ettari di terreno, è stato calcolato che finora sarebbero morti 480 milioni di animali, tra questi il 30% dei koala. Dallo spazio si può vedere l'incredibile quantità di fumo che sta devastando le zone e la cenere in questi giorni è arrivata fino alla Nuova Zelanda. Sabato è previsto un nuovo picco di caldo, per questo le autorità hanno dato a residenti e turisti a 48 ore di tempo per lasciare le zone della costa sud-orientale del Paese.

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