La prima foto a un buco nero

10 apr 2019

Un anello di fuoco rosso, è così un buco nero. Per definizione non si può vedere perché nessuna luce può sfuggire da un buco nero, però si può osservare la materia che viene attirata dall'enorme gravità e le conseguenze. Temperature di milioni di gradi, radiazioni, raggi X. Nessuno era mai riuscito a fotografarne uno finora, fin quando un gruppo di ricercatori, dopo anni di lavoro, ha mostrato a 200 scienziati del progetto Event Horizon Telescope le prime immagini di M87, un buco nero a 54 milioni di anni luce da noi nell'ammasso della Vergine. Al progetto l'Italia ha partecipato con l'Istituto nazionale di astrofisica e l'Istituto nazionale di fisica nucleare. Si tratta di una vera pietra miliare per la scienza e in particolare per l'astronomia e l'astrofisica. Previsti un secolo fa da Albert Einstein, i buchi neri sono stati finora degli oggetti cosmici misteriosi, ma adesso le cose potrebbero cambiare. Poterli fotografare significa non solo avere la prova diretta della loro esistenza, ma poter osservare che cosa accade quando la materia si avvicina a un ambiente così estremo, dove la forza di gravità è enorme. I buchi neri stellari si formano quando stelle con massa di almeno 20 volte quella solare collassano su se stesse e creano una regione dove la forza di gravità è così forte che nulla può sfuggire, ma, com’è già stato dimostrato, evaporano lentamente grazie alla radiazione termica che prende il suo nome, emessa per effetti quantistici. Grazie alle onde gravitazionali predette da Einstein nel 2016, sono stati alcuni buchi a fondersi insieme. Un evento catastrofico, capace di generare onde nello spazio-tempo che, a distanza anche di miliardi di anni, possono essere captate con particolari strumenti sulla Terra. Diversa cosa i buchi neri supermassivi come M87 con masse di miliardi di volte quella del Sole, la cui formazione è ancora oggetto di analisi. I buchi neri non sono soltanto il simbolo dei fenomeni catastrofici; contribuiscono per esempio alla formazione di nuove stelle, rinnovando le galassie.

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