Usa 2020, Repubblicani Michigan "Vittoria è di Biden"

21 nov 2020

Non è ancora il momento del ringraziamento, non è ancora il tempo della concessione, ma quasi. Le multinazionali Pfizer e Biontec hanno chiesto l'autorizzazione di emergenza per commercializzare il vaccino anticovid, che potrebbe dunque essere disponibile già a metà dicembre. Non abbastanza in fretta per la festa più amata dagli americani, che quindi secondo il centro nazionale di controllo delle malattie dovranno rinunciare a viaggi e riunioni familiari attorno alle tavole imbandite del tradizionale tacchino. Mentre il segretario al tesoro e la Federal Reserve litigano su alcune misure di aiuto all'economia che il ministro vorrebbe terminare e la banca centrale mantenere, il Presidente Trump, ricomparso davanti alle telecamere, comincia a dare segni di cedimento. Dice di aver avuto tutti contro, media, giganti del web, lobby farmaceutiche che lo vogliono fuori dalla Casa Bianca perché ha calmierato i prezzi dei medicinali. Spero che loro abbiano il coraggio di fare altrettanto, butta lì ed è tutto quanto concede. Loro cioè quelli di Biden, che dovrebbe giurare tra due mesi, mantengono sangue freddo e continuano a lavorare alla squadra del Presidente eletto, sotto traccia perché la transizione tra amministrazioni abbia inizio pure senza pubblicità. A Washington si dice che gli staff abbiano già cominciato a parlarsi e che Trump sappia benissimo di aver perso, anche se in pubblico sostiene il contrario. Nei prossimi giorni dopo la Georgia, che lo ha appena fatto al termine di un riconteggio che non ha cambiato niente, alti Stati certificheranno il voto popolare in favore del candidato democratico. Qui si apre lo spiraglio legale tutto inesplorato cui potrebbe aggrapparsi lo spregiudicato miliardario newyorkese. Convincere funzionari repubblicani e far slittare le validazioni sfruttando una legge del 1887 per dichiarare le elezioni tecnicamente fallite e rimettere ai parlamenti locali la decisione su chi mandare al collegio che eleggerà formalmente il Presidente degli Stati Uniti il 14 dicembre. Non è mai accaduto che la volontà popolare venisse completamente sovvertita e finora i legislatori sono apparsi più fedeli alle regole chi ai desideri di Trump, il quale forse minaccia solo per trattare un'uscita di scena meno indecorosa che potrebbe coinvolgere anche l'adorata figlia Ivanka, indagata a New York per una questione di tasse.

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