Vaccini covid, Oms chiede più equità

10 feb 2021

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, il terzo settore e le ONG chiedono più equità nella distribuzione dei vaccini. Se prima l'accesso a cure mediche adeguate era un discrimine tarato sul Pil dei Paesi ora con il Covid ancor di più, in special modo con l'avvio della campagna vaccinale. Il grafico dei paesi in cui l'immunizzante è distribuito ogni 100 abitanti, già colpo d'occhio, mostra la distanza siderale che c'è tra i diversi continenti. Da un lato la richiesta mondiale, dall'altro la capacità delle case farmaceutiche, in mezzo i governi più o meno influenti e poi le istituzioni internazionali, ma non solo. Si ragiona sull'arrivo anche nei Paesi più poveri dei vaccini anti Covid che in questa fase sono distribuiti massimamente tra Stati Uniti, Russia e Unione europea. Ma la grande questione irrisolta sul tavolo è nonostante i numerosi annunci fatti durante la prima ondata della pandemia i vaccini sicuri non sono open source, cioè non sono inseriti nel programma internazionale Covax. A rilanciare l'appello ad una più equa distribuzione delle agonizzante l'alto rappresentante dell'Unione europea Borrel, che ha chiesto ai big pharma di aumentare la produzione e dunque la distribuzione anche ai Paesi africani. Il direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Ghebreyesus lamenta una progressiva distanza da quell'atteggiamento dell'inizio della pandemia e sconsolato ammette che la collaborazione internazionale è sempre più frammentata, aumentano le diseguaglianze tra i popoli, dice il 75% delle dosi somministrate è stato utilizzato solo in 10 Paesi. Anche Medici Senza Frontiere in prima linea nella cura della pandemia, lancia l'allarme in Africa. In Mozambico, Malawi, a gennaio il contagio è cresciuto in modo esponenziale, ha colpito soprattutto i medici. Per loro la ONG chiede l'immediato invio di vaccini. Nel 2021 i tre grandi colossi farmaceutici nel mondo produrranno dosi solo per l'1,5% della popolazione mondiale, è la denuncia di Oxfam e di Emergency, mentre molti produttori sono tagliati fuori. Ad oggi nel mondo sottolinea la ONG fondata da Gino Strada, sono state vaccinate 108 milioni di persone, ma solo il 4% nei Paesi in via di sviluppo. Africa centro e Sudamerica sono per lo più tagliate fuori. La Guinea, ad esempio, ha vaccinato appena 55 persone. L'appello di Emergency a Oxfam è all'UE, agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna per un'immediata inversione di rotta.

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