Bonafede a Sky Tg24: Riforma prescrizione evita impunità

11 gen 2020

Autorevoli esponenti, penso a Piercarcamillo Davigo, penso all'ex Presidente della Corte Costituzionale Flick, hanno manifestato dubbi sul lodo Conte perché, dicono, forse è incostituzionale stabilire delle differenze per chi è stato condannato in primo grado e chi è stato assolto in primo grado. Perché lo stop per gli uni e invece la prescrizione non si ferma per gli altri. Innanzitutto mi permetta di ricordare appunto il meccanismo che dovrebbe prevedere la proposta del Presidente del Consiglio. Noi dal 1° gennaio 2020 abbiamo la riforma della prescrizione lo ha ricordato lei, che è entrata in vigore e questa riforma stabilisce che dopo la sentenza di primo grado non può esserci più una situazione in cui il processo si conclude senza una risposta dello stato. Non c'è più il termine oltre il quale lo stato dice: "non lo so" alle parti. E' una conquista importante perché evita qualsiasi isola di impunità che purtroppo i cittadini hanno dovuto, a cui hanno dovuto assistere in passato ed è importante perché ci sono tante famiglie di persone vittime dei reati che subiscono un grande dolore e che non vogliono subire la beffa di uno stato che non gli dia una risposta. Allora dal 1° gennaio abbiamo stabilito: dopo la sentenza di primo grado non c'è più la decorrenza della prescrizione, si sospende. Ora cosa succede, siccome ci sono diverse sensibilità all'interno del Governo, nell'ultimo vertice il Presidente del Consiglio ha fatto una proposta che chiede di distinguere tra gli assolti e condannati in cui per gli assolti, piuttosto che esserci uno stop definitivo dopo la sentenza di primo grado, ci può essere una sospensione più lunga. In questo modo, rimane un termine, si tratta di persone che sono state assolte già in primo grado dal tribunale. E però ci sarà comunque la risposta della giustizia. Questo è importante dirlo ai cittadini.

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