Coronavirus, Mattarella: Europa sia solidale, non ostacoli

12 mar 2020

La solidarietà è fatta, a volte, anche di parole, fatti e parole, appunto, non ostacoli come quelli che si vedono e si sentono in giro. In un momento in cui la comunità, perché l'Europa, tale è, tale dovrebbe essere e tale è sempre stata considerata dall'Italia, qualcuno resta indietro o va in difficoltà, ebbene, allora ci si deve stringere intorno. Questo ci si aspetta dalle istituzioni europee tutte: politiche, economiche e finanziarie. Prende carta e penna il Capo dello Stato, i toni sono insolitamente duri, non ci sono riferimenti diretti, ma c'è un clima al quale guardare che non è quello auspicato, quello dovuto, quello necessario ad affrontare un'emergenza planetaria e ora soprattutto continentale, come quella del Coronavirus. Il Paese, lo aveva detto solo pochi giorni fa in un video alla nazione, vive un momento particolarmente impegnativo lo sta affrontando - altro messaggio agli italiani e agli europei - doverosamente, con piena trasparenza e completezza di informazione nei confronti della pubblica opinione. Ora, però, non ci sono solo i blocchi al confine, i blocchi sostanziali delle merci in barba ai trattati, il blocco dei voli da e per l'Italia, la concorrenza sleale sottotraccia nei confronti delle nostre imprese, su scala internazionale, l'export frenato, ora, arrivano le parole della BCE che fanno male, con Christine Lagarde, che pur precisando le sue dichiarazioni sullo spread, “ridurli non è compito nostro”, aveva detto, non va fino in fondo nel sostenere l'economia, come fu con il bazooka di Draghi e lascia invariati i tassi. Fanno male tanto, da portare a Piazza Affari a picco, a quasi meno 17 per cento, la peggior chiusura di sempre per la Borsa di Milano, con lo spread che vola fino a 262. L'istituto centrale di Francoforte delude i mercati, lo dicono i numeri, ma ferisce, di fatto, un Paese in difficoltà. Atteggiamenti, tutti, che hanno irritato non poco il Presidente della Repubblica, portandolo a intervenire in maniera decisa a difesa dell'Italia, nell'ennesimo giorno nero per contagi decessi nel quale il Governo lavora all'emergenza sanitaria, sociale e parallelamente, a quella altrettanto importante, di evitare il collasso economico. Un'Italia verso la quale l'Unione stenta a muoversi, con una sensazione crescente che nel vecchio Continente non vi sia ancora la piena consapevolezza della portata della pandemia, delle spese e dei sacrifici fatti in Italia per fronteggiarla. Per questo, Sergio Mattarella scrive: “L'esperienza di contrasto alla diffusione del virus sarà probabilmente utile per tutta l'Unione, nel comune interesse, serve solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l'azione”.

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