Cyber risk, giovani ambasciatori contro il bullismo

06 feb 2020

Gli adolescenti, i social, l'abuso. Il fenomeno del mondo virtuale e le insidie che si nascondono in rete, al centro del progetto del Moige. Giovani ambasciatori contro bullismo e il cyber risk. Sotto la lente d'ingrandimento la cosiddetta generazione Z, giovani tra i cinque e i 22 anni abituati a vivere quotidianamente un fenomeno di reale astrazione. La rete assorbe totalmente la vita dei ragazzi, creando, secondo la ricerca condotta dall'università europea di Roma, un’ansia da connessione e una dipendenza reale da like. La necessità di essere riconosciuto dalla rete. Il Mogie cerca l'aiuto dei ragazzi, formando dei giovani ambasciatori perché era una comunicazione più semplice e immediata. Responsabilizzare i giovani, giovani ambasciatori, renderli giovani ambasciatori significa anche creare le premesse per aiutare i compagni in difficoltà, per parlare il loro linguaggio. Voi parlate forse molto più di noi adulti, siete molto più efficaci nell'azione, perché parlate il linguaggio dei vostri compagni e questa è la modalità migliore a) per rendere consapevoli tutti e b) per contrastare l'indifferenza. Si tratta di un cambio d'epoca. Nasce l'esigenza di intervenire su una generazione nativa digitale che deve imparare a relazionarsi anche e soprattutto al di fuori della rete. La potenza dei social, la possibilità di insultare senza confronto, diventa un rischio quotidiano per le giovani generazioni. È fondamentale attivare nel Paese un'azione educativa nei confronti delle nuove generazioni che devono essere accompagnate ad avvitare questi nuovi mondi, in particolare nell'ambito dei social e del web come comunità all'interno delle quali esercitare relazioni positive. Occorre un’educazione a stare in rete. I pericoli sono reali, si va dall’adescamento virtuale al sexting, la divulgazione di selfie e video sessualmente provocanti. Anche le relazioni amorose vivono una nuova fase, si trasformano e diventano connesse. Obiettivo del Moige è supportare i ragazzi proprio nell'acquisizione di competenze per gestire i rapporti interpersonali.

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