La Guida: Calenda, i volenterosi, il futuro

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3 giorni fa

La domanda che ci si può porre è se la ricchissima due giorni di Carlo Calenda e della sua Azione abbia cambiato possa cambiare qualcosa nel panorama della politica italiana. Se sia stato l'ennesimo luogo dal quale rilanciare per l'ennesima volta l'idea di un centro ago della bilancia, indispensabile protagonist di ogni navigazione di governo e quindi dopo la dose fisiologica di applausi e di bene, bravo, avanti così succederà poco o niente? Oppure è qualcosa di nuovo e il Congresso ha piantato semi destinati a dare un frutto letale per il sistema, così com'è adesso. Diciamo che la storia recente di questo Paese lascia preferire la prima ipotesi, ma qualche suggestione la proposta di Calenda la genera, non che l'espressione coalizione di volenterosi evochi ricordi particolarmente edificanti, ma certo l'idea che soprattutto intorno alla guerra in Ucraina, al riarme al posizionamento dell'Europa si possa formare uno schieramento politico omogeneo e capace in una prossima esperienza di governo, di fare a meno del populismo finto pacifista, secondo Calenda di destra e di sinistra è un'idea affascinante e la cornice in cui è stata presentata è stata curata nei minimi particolari per darle forza. I sorrisi di Meloni e gli applausi ricevuti soprattutto e proprio per le sue posizioni sull'Ucraina, saranno pure cortesie per gli ospiti, ma certo fanno effetto. Suggeriscono che il crearsi di uno schieramento come quello sollecitato da Calenda, forse non disturberebbe neanche lei, Presidente del Consiglio, di un governo il più a destra di sempre. D'altra parte, un politico accorto guarda al futuro e in futuro, in questi tempi sempre più imprevedibili, chissà. Non solo Meloni aggiunge suggestione all'idea. Ci sono le presenze illustri ex e magari futuri presidenti del Consiglio. Potrebbero essere altrettanti maestri di pensiero per i volenterosi. E poi i nomi, non a caso snocciolati dal leader di Azione, dal PD che non sta con Schlein o ci sta solo per temporanea convenienza. Certo, manca la cornice normativa fondamentale, una legge elettorale proporzionale, magari con premio di coalizione. Ma se ne parla. Avoja se se ne parla. .