La task force di Colao lavora sul documento per la fase 2

24 apr 2020

Le riunioni si susseguono in attesa di conoscere dal premier Conte le decisioni definitive da applicare a quella fase due annunciata per il 4 maggio. Restano tensioni tra Roma e alcune regioni punti, da definire con le parti sociali. Nel frattempo, è pronto il documento messo a punto dalla task force guidata dal supermanager Vittorio Colao, con una premessa, si prevede il ripristino del lockdown totale o parziale a livello territoriale rilevante in caso di deterioramento dei dati epidemiologici. È quanto si legge in uno dei passaggi chiave del piano stesso. Ma vediamo alcuni punti. Semaforo verde per un primo step a chi è impiegato nel campo dell'edilizia, nel settore manifatturiero e nel commercio. Sono queste infatti le categorie segnalate dalla Commissione che potrebbero tornare a lavorare per prime. Altra ipotesi sul tavolo è che venga richiesta l'autocertificazione solo a chi deve spostarsi tra le regioni e non all'interno della stessa regione e quindi nemmeno dentro lo stesso comune. Diversi, comunque, i nodi da sciogliere e le criticità in generale, aldilà dei criteri di sicurezza di cui dovranno dotarsi tutte le aziende. Tra le categorie a rischio vengono invece considerate con un colore rosso per il pericolo aggregazione le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento. Nel documento si parla poi di uniformare su scala nazionale la gestione di informazioni date sul rischio medico sanitario e di coinvolgere le parti sociali sulle riaperture. Inoltre si parla della necessità di misure per le famiglie e la scuola e di monitoraggio e prevenzione del rischio psicologico sociale. Si attendono le misure nero su bianco mentre il Governo lavora al nuovo decreto di sostegno all'economia, prevedendo un extra deficit di 55 miliardi nel Def, un provvedimento approvato a Palazzo Chigi nelle stesse ore in cui la Camera convertiva in legge il primo decreto di aiuti economici, quello di marzo.

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