La vigilia difficile degli Stati Generali dell'economia

12 giu 2020

Di certo qualcuno alla fine avrà perso un'occasione, ma alla vigilia degli Stati Generali dell'Economia è ancora molto difficile prevedere se a perdere sarà il Governo, insieme a tutti quelli che hanno accettato l'invito a Villa Pamphili, nei prossimi 10 giorni, oppure la Lega, FDI e Forza Italia che, seppure con sfumature diverse, hanno declinato l'invito ritenendo gli Stati Generali una lunga e ben addobbata passerella mediatica, poco adatta al momento. Certo, a leggere gli interventi della giornata inaugurale, sabato la passerella sembra interessante assai. Probabilmente un inedito per qualità e quantità delle partecipazioni. I numeri uno della Commissione, del Consiglio e del Parlamento Europeo, il Commissario agli Affari Economici, la presidente della BCE, la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, il segretario generale dell'OCSE. Avranno mezz'ora ciascuno per dire come la vedono l'Italia che deve rialzarsi dopo il coronavirus, quali le cure, quali le riforme, quali le rivoluzioni necessarie ad un Paese con altissimo debito, scarsa produttività, evasione fiscale record, ma anche una notevole ricchezza privata, una grande capacità di fronteggiare le crisi e tante idee, tutto moltiplicato dai mesi della pandemia, il covid 19 come un evidenziatore. È del tutto evidente che Conte ha grandi aspettative su quella mezz'ora, spera che non si fermi a una dichiarazione d'affetto all'Italia, che ci siano idee che possano diventare visione e infine proposta. Il nucleo del piano di riforme da presentare a Bruxelles per avere i miliardi del recovery found. Già lunedì di questa visione, se ne nascerà una, il Governo potrà parlare con le parti sociali. Si spera che la partecipazione di sindacati e imprenditori non sia quella di semplici portatori di interesse, che tengano conto del tutto di cui fanno parte, pena l'immediata disgregazione della visione. La scelta delle opposizioni è comprensibile, hanno trovato frustrante il mancato ascolto degli ultimi mesi, non hanno creduto che Villa Pamphili potesse essere il luogo e la prossima settimana il tempo, lungo, per la scrittura di una nuova Costituzione Economica, cosa che da sedicenti Stati Generali è lecito attendersi. Una settimana di riflessione potrà servire anche a loro, a Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, non solo per trovare i candidati giusti per le regionali che verranno, ma per risolvere qualche contraddizione di troppo sulla loro visione, in particolare sul rapporto cruciale con l'Europa. Poi, se il Parlamento tornerà a essere campo principale, sarà cosa buona per tutti.

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