Mes, dopo le tensioni prove di sintesi Di Maio-Conte

04 dic 2019

Negoziare il fondo Salva Stati in una logica di pacchetto e ottenere un rinvio alla firma del MES che, anche per ragioni tecniche in sede europea, potrebbe slittare a febbraio. Su questa linea stretta si muove il Governo con l'obiettivo di evitare una pericolosa spaccatura in Parlamento, quando l'11 dicembre si dovrà votare sul mandato al Governo per affrontare la questione. Sulla possibilità di trovare una sintesi ottimista, Giuseppe Conte che assicura nessuna contrapposizione tra me e Di Maio. Si tratta di una modifica a un trattato e il Parlamento sarà chiamato o meno a ratificarlo. Prima di quello lavoreremo per rendere questo progetto assolutamente non solo compatibile, ma addirittura pienamente utile agli interessi italiani, all’interesse nazionale. Parole che arrivano dopo un lungo messaggio di Luigi di Maio, subito condiviso da Alessandro Di Battista. Siamo ago della bilancia, decideremo noi come e se dovrà passare questa riforma. Poche ore dopo, Di Maio, garantisce di essere in sintonia con Conte, insiste perché il fondo Salva Stati sia migliorato, ma esclude di avere evocato una crisi di Governo. Nella maggioranza, l'allarme per il livello di tensione raggiunto, resta. Si è fatto un vertice in cui si è decisa una linea comune, ricorda Zingaretti. Se invece ogni provvedimento, ogni obiettivo è l'occasione per cercare di distinguersi perché c'è la campagna elettorale in Emilia Romagna, anziché in Calabria, così non credo che funzioni. L’opposizione è compatta nel giudizio, il trattato, così com’è, non può essere votato, ma Matteo Salvini va oltre. Dal nostro punto di vista non è emendabile, è da bloccare. Punto.

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