Riarmo, ancora botta e risposta fra Salvini e Tajani

00:01:55 min
|
4 giorni fa

È sul tema della difesa e del riarmo che il mondo politico continua a dividersi all'interno degli stessi schieramenti e a mandarsi messaggi incrociati, come fanno i due vicepremier Salvini e Tajani. Il leader della Lega dopo avere detto che il suo partito è il collante della coalizione, ha però anche ribadito il suo no ai miliardi investiti in armi e il Carroccio è pronto a proporre ai patrioti in Europa un'iniziativa perché Ursula von der Leyen riveda il suo piano. Il segretario di Forza Italia Antonio Tajani la vede così: "Noi in Europa dobbiamo costruire, non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze, abbiamo bisogno di donne e uomini di buon senso che facciano una buona politica per proteggere l'interesse di mezzo miliardo di persone, fra i quali ci siamo noi. Nel frattempo Carlo Calenda conclude il congresso di Azione dal quale sono arrivati gli strali di Giorgia Meloni per chi, contro l'alleanza con l'America e contro la difesa europea pensi forse di essere in una comunità di hippie? Ha detto la premier nominando anche Elly Schlein, la quale ha contrattaccato, sottolineando le divisioni in maggioranza e Calenda anche lui evidenzia divisioni, nel centrosinistra però, lanciando la tesi che è proprio sulla difesa che si dovrebbero fare nuove alleanze considerato un gruppo di volenterosi che comprenda Azione, Forza Italia, +Europa e un pezzo di PD, bocciati invece in egual misura Conte e Salvini. "Conte ha firmato per portare le spese militari al 2%. Queste insopportabili prese in giro che fa continuamente, ha buttato 200 miliardi per rifar fare le case ai ricchi. È stato con Salvini, adesso fa finta di essere di sinistra, guardate, l'Italia ha due problemi fondamentali, Conte e Salvini." Renzi ribadisce che lui sta nel centrosinistra, libero Calenda di stare con Meloni. Conte intanto si prepara e non perde occasione per fare appelli alla partecipazione alla manifestazione del 5 aprile contro il riarmo.