Salvini, nuovo processo per la Open Arms

02 feb 2020

Nuova richiesta di autorizzazione a procedere per un blocco di una nave di migranti per Matteo Salvini, questa volta è la Open Arms. La vicenda risale all'agosto scorso. È stato lo stesso leader della Lega a darne notizia, via social attaccando le procure. "Ormai le provano tutte per fermare me e impaurire voi, vi prometto che non mollerò e non mollerò mai" ha detto Salvini, "perché sono tutti processi politici che non mi spaventano". Il tribunale dei Ministri di Palermo gli contesta il sequestro di persona e l'omissione di atti d'ufficio. Secondo i giudici non solo c'era l'obbligo di prestare soccorso, ma per vietare lo sbarco mancavano i presupposti previsti dal decreto sicurezza bis firmato proprio dall'ex ministro dell'Interno. Non c'era cioè motivo di ritenere che l'approdo potesse rappresentare un pericolo per l'ordine e la sicurezza. La nave della ONG con a bordo 363 migranti salvati nei giorni scorsi in cinque operazioni davanti alla Libia ha lanciato appelli all'Italia e a Malta affinchè indicassero un porto sicuro, "anche quello è un sequestro?" ha chiesto Salvini in una diretta Facebook, "io sono un criminale, ma se lo fanno Conte o Lamorgese cos'è? Un atto di interesse nazionale?" La soluzione è arrivata in serata con l'autorizzazione del Viminale per lo sbarco a Pozzallo dopo che la Commissione Europea aveva ricevuto la richiesta di coordinare la ripartizione dei migranti e si era messa in contatto con vari stati. Così, dopo il caso Diciotti e quello Gregoretti, il Senato dovrà pronunciarsi anche per la vicenda Open Arms. Dovrà nella sostanza decidere se concedere o meno il via libera a un processo a Salvini. La terza volta sarà appunto per la nave della ONG spagnola che ad agosto del 2019 rimase davanti a Lampedusa per 20 giorni con 164 persone a bordo.

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