Si riapre il dibattito sulla legge elettorale

12 gen 2020

In principio fu il Mattarellum, poi le leggi elettorali dal Porcellum al Rosatellum, sempre con abbondanza degli ottimismi, si sono susseguite anche inseguendo le convenienze della maggioranza di turno. Ora la coalizione giallorossa guarda a Berlino e il modello è vagamente ispirato al collaudato sistema proporzionale tedesco. Così il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia del Movimento 5 Stelle, ha depositato il cosiddetto Germanicum. Fa però un po' paura pensare che quello che deve essere il ritorno alla Costituzione, ma non come un ritorno al passato, come un'apertura per il futuro, finisca per identificarsi in concreto con un ritorno ad un sistema elettorale proporzionale puro, che in passato andava bene quando c'era una sorta di bipolarismo di quel tipo e che forse adesso non va più bene. La riforma elettorale riguarda il futuro Parlamento ridisegnato dalla sforbiciata ai seggi, 600 parlamentari previsti dalla riforma costituzionale. La legge ha impianto proporzionale con sbarramento nazionale al 5%, ma con un meccanismo che permette il diritto di tribuna, cioè la possibilità per i piccoli partiti di entrare in Parlamento ad alcune condizioni, anche se si resta sotto la tagliola del 5%. La proposta cancella i collegi uninominali e mantiene nei collegi proporzionali i listini bloccati mentre non viene affrontata la questione delle preferenze. C'è o non c'è un voto di preferenza, uno o più voti di preferenza. Se in questa legge non c'è, in questo disegno di legge non c'è, se non c'è sta togliendo un po' di potere agli elettori. Il confronto in Parlamento sulla legge elettorale si intreccia con la sentenza della Corte costituzionale sul referendum per la cancellazione dell'attuale sistema, il Rosatellum, della quota proporzionale. Il quesito promosso da otto regioni su impulso della Lega, si muove dunque in senso opposto verso una legge di stampo maggioritario. La Camera di Consiglio della Consulta è fissata per mercoledì.

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