Usa-Iran, telefonata fra Conte e il presidente iracheno

06 gen 2020

Palazzo Chigi fa sapere che il Presidente del Consiglio Conte e il Presidente dell'Iraq Barham Salih si sono sentiti al telefono e Conte, ringraziato poi da Salihi per questo, ha ribadito il sostegno italiano alla stabilizzazione del Paese e il contrasto al terrorismo. La nota, diramata in serata, rilancia poi le stesse parole e gli stessi concetti già espressi nelle scorse ore: la preoccupazione, lo sforzo diplomatico europeo, la spirale di tensione da fermare. In precedenza il Ministro degli Esteri Di Maio aveva fatto sapere di essere con il Ministro della Difesa al lavoro per garantire la sicurezza dei nostri soldati e scongiurare un'ulteriore escalation senza clamori, slogan e iniziative improvvisate. E il titolare della Difesa Guerini aveva chiarito che nessun drone è partito dalla nostra base di Sigonella e spiegato che sarà la coalizione internazionale a decidere sulla missione in Iraq. Le opposizioni, in particolare la Lega, parla di un governo che usa parole vuote ed è ininfluente sullo scenario internazionale. Nel frattempo comincia una settimana piena di impegni e possibili scogli per la maggioranza sul fronte della politica interna. Il sette dovrebbe esserci un vertice per parlare di giustizia. PD e Italia Viva non apprezzano il fatto che la riforma Bonafede, che sospende la prescrizione al primo grado di giudizio, sia già in vigore dal 1° gennaio senza che siano mai arrivate norme per tagliare l'eccessiva lunghezza dei processi, tanto che il PD ha un suo disegno di legge e Italia Viva potrebbe votare la proposta di Forza Italia, che in pratica cancella la riforma Bonafede. Poi c'è la vicenda autostrade: i 5 Stelle si sa che vogliono revocare la concessione a Società Autostrade, il PD è più prudente e Italia Viva, invece, ha già chiarito che in caso di passaggio in Parlamento voterebbe contro. Infine c'è la riforma elettorale. PD e 5 Stelle si sono accordati su un proporzionale di fatto con sbarramento al 5 %. Gli altri membri della maggioranza non sono affatto contenti. La cosa infatti si ritorcerebbe contro Italia Viva e LEU, visti i loro numeri e quindi daranno battaglia. Altro appuntamento da segnarsi in agenda è mercoledì, quando la Giunta Autorizzazioni del Senato esamina la memoria difensiva di Salvini sul caso della nave Gregoretti. I numeri in Parlamento, però, al momento, sono contro di lui, perché anche Italia Viva ha annunciato il suo sì al processo.

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