iFell-you, il braccialetto di distanziamento sociale

13 mag 2020

Si chiama iFeel-You ed è il braccialetto che misura la giusta distanza di sicurezza per la fase 2, recita lo slogan. Per ora è solo un prototipo e lo ha realizzato l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, e proprio a Genova, in collaborazione con la Regione Liguria, è stato presentato. Ecco, in questa breve dimostrazione pratica come funziona. Ogni braccialetto emette un segnale radio e lo riceve, quando riceve il segnale radio di un altro braccialetto, elaborando questo segnale, capisce la distanza che si interpone fra esso e l'altro braccialetto. In questo momento, questa distanza è inferiore ad un metro e vediamo che il braccialetto si sta illuminando e sta vibrando. Esatto, in questo momento i braccialetti sono al di sotto della distanza di sicurezza, si illuminano e vibrano, se si va al di là di un metro il braccialetto smette di vibrare e di allertare l'operatore, quindi la persona è in sicurezza. Il braccialetto indica anche la temperatura corporea e vibra e si ha la febbre. Inoltre, è allo studio un altro sensore che mostrerà la saturazione dell'ossigeno nel sangue. Può essere configurato in vari modi, per cui posso escludere i familiari. L'idea è che possa essere utilizzato in tutti quei luoghi dove io comunque pago un biglietto per l'ingresso, mi viene dato il braccialetto e questo mi aiuta a comportarmi bene, quindi a stare distante da altre persone. Il costo l'abbiamo pensato già in fase di progettazione, abbiamo usato componentistica standard, che vuol dire che poi, quando si va in produzione potrebbe costare molto, molto poco, l'idea è di andare su poche decine di euro, in modo che non diventi un onere troppo elevato per chi lo deve fornire. Per il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, entusiasta del progetto, si tratta di uno strumento utilissimo per far ripartire le attività produttive con una specifica applicazione negli stabilimenti balneari, preoccupati da queste linee guida dell'INAIL, che prevedono distanze di quattro o cinque metri tra gli ombrelloni. Non ci convincono una serie di misure, nel senso 4 metri o 5 metri, su una spiaggia ventilata e assolata, francamente, mal si conciliano con i due metri o addirittura al metro e mezzo che viene consigliato sempre dagli stessi scienziati in altre situazioni. Credo, quindi, che ci voglia una omogeneità, ci voglia buonsenso, ci voglia certo sicurezza, ma questa sicurezza deve consentire alle nostre imprese di lavorare.

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