Allerta virus, primi contagi tra minorenni ma casi lievi

27 feb 2020

“I bambini, se interessati da questo problema coronavirus, sono sicuramente in una percentuale molto inferiore a quella degli adulti. In effetti, in questi giorni abbiamo circa 8 casi su un totale di circa 400, quindi siamo un 2%, che è un po' la percentuale anche, se ci ricordiamo, di quelle che furono le epidemie della SARS e della MERS 2002 - 2004, dove la percentuale di bambini colpiti fu circa il 2%. Quindi sicuramente l'età pediatrica è molto meno interessata”. I casi sono casi comunque lievi? “Probabilmente il bambino, per quella sua reattività, quel suo sistema immunitario plastico, che reagisce molto prontamente a stimoli virali, anche se questo è un nuovo coronavirus, come dire, è allenato a rispondere in maniera forte a questi stimoli. Questo potrebbe essere una spiegazione”. C'è da dire che in questo periodo è diffusa anche l'influenza stagionale. Come si può distinguere dal coronavirus? “Anche l'influenza, così come non soltanto i virus influenzali, ci sono virus parainfluenzali. Spesso le forme non è che hanno la diagnosi scritta in fronte, quindi bisogna discernere in base a delle situazioni cliniche, non sempre sono così ben diagnosticabili fin dall'inizio le differenze”. Come spiegare, per esempio, al bambino, anche di una certa età, il coronavirus e come approcciare il cornavirus? “Noi pensiamo che i bambini vadano coinvolti. Utilizziamo anche questo momento, che è un momento difficile per tutta la collettività italiana, per dare degli stimoli di costruzione, di costruzione di un'educazione civica, sociale, a livello familiare, rimarcare quelli che sono sempre consigli di norme igienico-sanitarie quali il lavaggio delle mani. Ma anche dal punto di vista generale, il sistema immunitario rendiamolo più forte grazie a un'alimentazione corretta, ad andare a letto presto la sera, cercare di star tranquilli. Sicuramente dobbiamo fare un'operazione noi adulti di non riversare il tanto stress che c'è in questi giorni sui nostri piccoli bimbi, che capiscono molto meglio di quanto noi possiamo pensare”.

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