Questi segni dell'aratro e le impronte degli zoccoli delle due giovani mucche che lo trainavano risalgono al 4000 A.C. e ci raccontano che, contrariamente a quanto si ipotizzava, già a quel tempo si arava il terreno. Siamo all'interno del Museo di Aosta, la più grande area megalitica al coperto d'Europa. 18000 mq con zone espositive e di scavo come questa, con presenza di Dolmen e stele antropomorfe, le prime statue preistoriche del 2500 A. C. "Il Mega Museo racconta 6000 anni di Storia. Partiamo dalle prime tracce di azione umana visibili, che sono quelle che vengono definite arature sacre, per poi svilupparsi con dei processi e delle fasi di vita diverse, quindi è come vedere uno spaccato di 6000 anni di Storia della vicina Aosta". Più di 2000 reperti, ognuno con una storia da raccontare come quest'anello apotropaico in oro del I secolo dopo Cristo, ritrovato nella tomba di un bambino, un amuleto contro l'invidia, oppure l'abaco in bronzo dello scriba, ne esistono solo tre al mondo. O ancora questi teschi del 2500 A.C. traforati per rudimentali operazioni chirurgiche. IlMega Museo vuole essere un hub culturale in continuo movimento e tra qualche mese riprenderanno gli scavi. "A giugno ripartiremo con uno scavo all'interno di quest'area, una serie di fosse rettangolari che magari ci sveleranno ancora altre sorprese o magari no, però comunque scaveremo". Novità di certo ariveranno da 39 corpi ritrovati nell'area sacra che si trova al centro del Museo e che l'Università di Ginevra ha chiesto di poter studiare. Attraverso i denti e il tartaro si potrà sapere come questi popoli alpini vivevano 4500 anni fa. "Stiamo facendo delle analisi chimiche per avere informazioni sull'alimentazione e sulla mobilità delle persone. Stiamo facendo delle analisi del DNA per caratterizzare l'origine, delle persone, ma anche le relazioni di parentela tra gli individui". .