Bagno di Romagna, operatori casa riposo rifiutano vaccino

11 gen 2021

80 anni è l'età media degli ospiti nella casa di riposo Camilla Spighi a Bagno di Romagna, metà del personale sanitario ha detto no al vaccino anti covid. Il comune di 6000 abitanti sull'Appennino di Cesena ha la responsabilità della gestione e chiede aiuto al presidente del Consiglio Conte. 18 dipendenti su 36 quindi il 50% ha rifiutato il vaccino. Di qui, è sorto un problema critico per noi come ente comunale, come struttura per tutte le responsabilità civili e penali che ci assumiamo oggi che il vaccino esiste nel caso di contagi con tutte le conseguenze negative che possono derivarne. Ma quello che ho voluto sollevare è un caso più ampio che riguarda anche il problema di gestire i dipendenti pubblici in questo caso, ma tutti i dipendenti italiani che eserciteranno un diritto legittimo, ma che li pone in situazione di critica. Alcuni operatori titubanti hanno cambiato idea, più difficile convincere altri no vax, racconta il sindaco. Io chiedo, se queste sono le premesse, che il Governo si esprima nettamente per dare agli italiani una linea chiara, responsabile e decisa sull'obbligatorietà del vaccino. Nessuno dei dipendenti vuole parlare, nella struttura un solo contagio. Una donna di 90 anni asintomatica, che ora sta bene. Questo grazie al lavoro scrupoloso degli operatori sottolinea il sindaco. A chi rifiuta di vaccinarsi ha dato tempo fino al 25 gennaio per ripensarci. Giovedì faremo un incontro formativo, per stimolarli ma se il rifiuto continuerà io ho la responsabilità di dover organizzare la gestione di questa struttura in maniera sicura, quindi sicuramente dovrò vedere come ricollocare questi dipendenti ed eventualmente sospenderli o delle decisioni estreme che però non voglio prendere, di licenziarli. La mia posizione è di tutelare questi dipendenti che sono bravi, capisco la loro decisione personale, ma loro devono capire anche la mia posizione di responsabile della struttura.

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