Bari, accertamenti Procura sui braccialetti anti-stalker

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1 giorno fa

Il 18 ottobre scorso la 56 enne Celeste Palmieri venne uccisa nei pressi di un supermercato di San Severo, nel foggiano. Il braccialetto elettronico anti-stalking imposto al marito Mario Furio, che aveva il divieto di avvicinarsi alla moglie, non segnalò la sua presenza al dispositivo in uso alla donna. Episodi drammatici come questo, che non sono rari, purtroppo hanno fatto crescere il livello di attenzione delle Forze dell'Ordine sul funziona di questi apparecchi. A Bari nei giorni scorsi, la Squadra Mobile della Questura ha segnalato alla Magistratura le criticità emerse da un monitoraggio effettuato sui braccialetti in funzione nella provincia. La Procura per tutta risposta, ha aperto un fascicolo nel registro degli atti non costituenti notizie di reato, il cosiddetto Modello 45, e ora disporrà i necessari approfondimenti. Una vicenda che non passa ovviamente inosservata tra quanti si occupano di donne vittime di violenza. Maria Pia Vigilante, Presidente dell'Associazione Giraffa, lo fa ormai da 30 anni. "Rendere pubblica una notizia del genere è abbastanza inquietante per tutte le donne alle quali è stato dato il dispositivo dopo essere stato applicato il braccialetto elettronico al maltrattante, perché è evidente che questo crea un'ansia maggiore e una preoccupazione maggiore perché poi sono portate a chiedersi funziona, non funziona e quant'altro è un deterrente e quindi sapere che il dispositivo può qualora funzioni, ovviamente, suoni e che quindi subito intervengono le Forze dell'Ordine è chiaro che è una ragione di tranquillità per la parte offesa. .