Un museo della radio allestito all'interno del faro, dal quale Guglielmo Marconi, il 3 agosto del 1903, lanciò il primo segnale radio telegrafico verso il Montenegro. Siamo a Bari e il faro di San Cataldo è uno dei tre messi in rete assieme ad altrettante torri costiere. In un progetto culturale promosso e finanziato dalla Regione Puglia e realizzato da Asset, oltre a quello di Bari ci sono i fari di Ugento e Otranto, mentre le torri sono sono quelle di Vieste, Margherita di Savoia e Molfetta. Architetture marittime trasformate in musei tematici e hub culturali in stretta connessione con i loro territori. A gestire il museo della radio di Bari sarà l'associazione Vedetta sul Mediterraneo. "L'idea che parte da qui è quella di rivitalizzarli questi beni culturali che fanno parte dell'immaginario collettivo, devono vivere grazie a un partenariato tra pubblico e privato." Nella parte superiore il faro di San Cataldo, costruito nel 1869 e con i suoi 64 metri il terzo più alto d'italia, continuerà naturalmente a svolgere le normali mansioni di segnalamento che con i moderni automatismi non richiedono quasi più ormai la presenza umana. In Italia i fari attivi sono centoquarantasette a gestirli anche con personale civile la marina militare. .