Quelle che vedete sono le fumarole, vapore e gas vulcanici che fuoriescono da diversi punti della caldera dei Campi Flegrei. Sono aumentate le emissioni di anidride carbonica e nelle zone più colpite dalle esalazioni intorno alla Solfatara sono stati disposti più controlli ai piani bassi degli edifici come seminterrati, cantine o garage. L'INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sta monitorando attentamente il fenomeno. Questo perché c'è il rischio di respirare l'anidride carbonica, che in ambienti poco areati può far male alla salute ed è particolarmente insidiosa perché inodore e incolore. "Le zone a forte emissione sono chiaramente Solfatara Pisciarelli, che è un'area molto nota, dove si vede anche questa emissione, quello che si vede è il vapore, dove chiaramente un componente è l'anidride carbonica. È legato a una maggiore...a un aumento di temperatura e un aumento di pressione del sistema, una pressurizzazione del sistema idrotermale, diciamo, posto a 1-3 chilometri di profondità, e questo ovviamente genera questo fenomeno in superficie". Secondo uno studio del 2023 l'anidride carbonica è in progressivo e costante aumento fin dal 2005, anno che ha segnato l'inizio dell'attuale crisi bradisismica, il sollevamento cioè del suolo, accompagnato da terremoti di bassa e media entità, legato all'attività vulcanica. E può toccare punte di 5.000 tonnellate al giorno. "Potrebbe continuare allo stesso modo, potrebbe anche decrescere, come è successo anche altre volte, perché diminuisce l'energia del sistema. Sono tanti i gas che ci stanno dando indicazioni di un magma profondo che sta degassando e che non necessariamente arriverà verso la superficie, e quindi produrrà un'eruzione in futuro". "Per il momento comunque non si è mosso?" "Non abbiamo queste evidenze per adesso". .