Ex Ilva, futuro sospeso tra processo e vendita

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1 giorno fa

Il processo sui veleni dell'Ilva stenta a decollare, lontano dalle ciminiere da cui è nato. A Potenza, dove è stato trasferito, lo ricordiamo, dopo l'annullamento della sentenza di primo grado per la presenza, tra le parti civili di due giudici onorari, l'udienza preliminare non sta registrando i numeri attesi. A giudicare dalle prime due sedute le parti lese che alla fine decideranno di costituirsi nel processo bis, rischiano di essere davvero poche rispetto alle 1000 e passa del procedimento annullato, mentre la prescrizione ha provveduto a dimezzare il numero degli imputati. A Taranto intanto continua a tenere banco la questione della vendita del colosso siderurgico. È ormai alle battute finali, infatti, il negoziato tra i commissari straordinari e gli azeri di Baku Steel, il gruppo che ha presentato l'offerta ritenuta più convincente sul piano industriale, ambientale ed occupazionale. Sbaragliata la concorrenza degli indiani di Jindal e degli americani del fondo Bedrock, Baku Steel dovrebbe aggiudicarsi l'intero gruppo di Acciaierie d'Italia, nel quale tuttavia lo Stato potrebbe continuare ad avere una quota di minoranza, come chiedono i sindacati. C'è da dire che nel frattempo il governo ha scelto di localizzare proprio a Taranto uno dei due poli italiani dell'eolico offshore dove verranno costruite le piattaforme per le turbine. Un'opera che avrà sicuramente importanti ricadute occupazionali che potrebbero intrecciarsi ai destini dell'ex Ilva. .