Saman Abbas, sepolta in un rudere poco distante dalla casa dei genitori a Novellara. Una buca stretta profonda 1 metro e mezzo, scavata con due palle differenti. La deposizione dell'archeologo forense Dominic Salsarola al processo d'appello per l'omicidio della diciottenne pakistana, uccisa la notte tra il 30/04 e il 01/05 del 2021. Il corpo di Saman è stato calato e sistemato con cura da almeno due persone. La valutazione del consulente della Procura incaricato delle analisi. Interrogato dal Presidente della Corte d'Assise, Salsarola giudica attendibile, al riguardo, il racconto dello zio di Saman. Fu lui a far ritrovare il corpo. Quando hanno scavato la buca, Ikram e Noman, mi hanno chiesto una mano, dice in aula di nuovo Danish Hasnain mentre ascoltano in silenzio i due cugini di Saman, e io li ho aiutati a togliere la terra che ricadeva nello scavo. "Ha confermato la presenza di due persone e poi in realtà ha visto poco. L'unico dettaglio che ha visto, che è quello che ha compattato il terreno intorno alla sepoltura, per non farlo franare dentro abbiamo un riscontro nella stratigrafia. E quindi sì, trovo una certa compatibilità". Al termine dell'istruttoria c'è tempo per l'inizio della requisitoria dell'accusa. La Procura vuole ribaltare la sentenza di primo grado che aveva assolto i due cugini e condannato senza le aggravanti della premeditazione dei futili motivi, i genitori all'ergastolo e lo zio a 14 anni. Lunedì la richiesta delle condanne. .