È la vita aveva risposto a chi, solo pochi mesi fa gli aveva chiesto se fosse strano vederlo da indagato in tribunale, dopo che per decenni era stato l'uomo di punta della polizia giudiziaria milanese, travolto dall'inchiesta sull'agenzia di investigazioni Equalise, che aveva fondato dopo essere andato in pensione, il super poliziotto Carmine Gallo, 66 anni, era finito agli arresti domiciliari lo scorso ottobre con l'accusa di associazione a delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici e dossieraggio. Domenica, mentre si trovava nella sua casa di Garbagnate Milanese, un malore non le ha lasciato scampo. Un infarto, probabilmente la causa del decesso, che sarà chiarita nei prossimi giorni dall'autopsia disposta dal PM Giancarla Serafini che ha aperto un fascicolo al momento senza indagati e senza ipotesi di reato. In casa sono stati trovati e sequestrati i farmaci per il cuore che Gallo aveva iniziato ad assumere dopo un piccolo intervento. Nessun mistero. Carmine è morto provato dalle accuse infamanti che lo hanno travolto. Sono le parole che trapelano in queste ore attraverso amici ed ex colleghi. Il 19 marzo l'ex super poliziotto che aveva risolto casi come il sequestro Sgarella e il delitto Gucci, sarebbe dovuto comparire davanti al Tribunale del riesame dopo che il PM De Tommasi aveva presentato un ricorso chiedendo per lui il carcere. Secondo la Procura sarebbe stato il dominus di un presunto sistema di dossieraggi nei confronti di politici e imprenditori. In questi mesi, nei numerosi interrogatori, che aveva reso ai PM Gallo aveva sì ammesso di aver chiesto favori a ex colleghi e amici per fare verifiche su alcuni nomi legati alla sua attività di investigatore privato, ma aveva sempre negato di aver gestito dossieraggi illegali, precisando di essere un uomo dello Stato e di aver sempre lavorato per le istituzioni. .