Coronavirus, conferenza stampa di Galli

28 feb 2020

Credo di essere il più vecchio, forse mi tocca. Certamente non è una situazione facile, e scordiamoci che sia una situazione che possa essere rapidamente risolta. Parole che possono essere scarsamente popolari, ma è un dato di fatto. Abbiamo un numero di infezioni che si sono verificate localmente decisamente alto. Questo è l'espressione del già avvenuto, cioè di qualche cosa che è accaduto prima della presentazione, in larghissima misura almeno, prima della presentazione della famosa persona che ha messo in crisi l'ospedale di Codogno, che inconsapevolmente l'ha accolta, quindi prima di otto giorni fa. Noi dobbiamo riuscire a ridurre questa diffusione in modo da passare dai due – due e mezzo casi per ogni persona infettata, quindi in modo da ridurre questo numero riproduttivo dai due - due e mezzo, a meno di uno. Questa cosa non è una cosa che si fa da sola. Già adesso, per una epidemia di questa scala, l'organizzazione di risposta che poteva essere messa in campo da parte della Regione Lombardia è ai limiti di tenuta, soprattutto per la gestione dei pazienti di maggiore gravità. Siamo in una situazione, da questo punto di vista, in cui gran parte dei letti di rianimazione dei nostri ospedali, molti dei quali non erano previsti per persone con una infezione trasmissibile per via aerea, sono occupati da questa patologia, in una situazione in cui continuano a esserci ovviamente le persone che hanno ahimè un infarto, un aneurisma dissecante dell'aorta, hanno bisogno di un intervento chirurgico d'altro profilo, dietro il quale esiste la necessità di un letto di terapia intensiva, di un letto di rianimazione. Quindi tutto questo si sovrappone a una routine che è decisamente messa in crisi da una realtà di questo genere. Alcuni ospedali, ma non tocca a me dirlo, ma ai loro diretti responsabili, uno dei quali abbiamo qui al tavolo, sono veramente in grave crisi. L'ospedale di Lodi, l'ospedale di Cremona sono sovraccarichi di pazienti. In una realtà di questo genere circoscrivere il problema non può limitarsi agli interventi, pur importantissimi, sulla zona rossa che sono stati attuati con grande rapidità, ma deve necessariamente articolarsi su alcune misure che portino l'intera grande area metropolitana a rimanere il più possibile fuori dai guai. È una medicina abbastanza amara da inghiottire, ma personalmente non credo che abbia alternative.

pubblicità