Coronavirus, le guide turistiche scendono in piazza

09 giu 2020

Dite che avete aperto i musei e adesso vi sentite con la coscienza a posto? Adesso pensate che è tutto a posto? Adesso credete di avere rilanciato questo turismo? Sono arrivati in piazza portando i loro simboli, le bandierine, ognuno con la sua antenna personalizzata da foulard, un fiore, qualcuno ha voluto la bandiera italiana. Sono guida da circa 8 anni, e la mia è stata una passione, una passione per un lavoro di accoglienza e di divulgazione delle bellezze di Roma, incontro sempre tante persone, persone nuove che non conosco e quello che mi piace è mostrare la città per tutto quello che a Roma è unico, tantissimo, tutto quello che noi abbiamo. Con il covid tutto è cambiato, dal picco delle 250000 presenze turistiche giornalieri a dicembre si è passati al lock down, ai 600 ingressi contingentati al giorno al Colosseo. Il turista è spaventano, anche se dovesse venire, purtroppo, anche se lo Stato ha aperto i musei, i siti, alcuni poi, per ogni museo o sito ci sono regole diverse, che sono anche difficili da gestire, dove puoi andare, sì con un gruppo, no con un gruppo, si con una radiolina che sarebbe anche il sistema più sano, perché io ho il mio microfono, loro gli auricolari, non devo urlare, mentre in altri posti questo non è permesso. A Roma sono 7000 tra guide turistiche abilitate e accompagnatori, affitti, mutui, tasse da pagare, la loro quotidianità con il covid è stata stravolta, l'unica certezza è che la stagione turistica non ripartirà prima di marzo dell'anno prossimo. Chiediamo che ci siano dei decreti, delle norme specifiche, fatte anche con, in realtà, con la cooperazione dei nostri rappresentanti, dei rappresentanti che ci lavorano nel comparto e che sanno quali sono le necessità specifiche dei lavoratori e che venga dato un sostegno fino all'attività, alla ripresa dell'attività reale, quindi all'inizio del prossimo anno.

pubblicità