Medici aggrediti, dottoressa scaraventa a terra

04 set 2019

Il bollettino delle aggressioni a medici e personale sanitario in Campania, specchio di una preoccupante tendenza nazionale, viene aggiornato di continuo, senza che ci sia una soluzione, negli ospedali, ma anche a chi presta il primo soccorso. Luisa Russo, un medico d'emergenza del 118 se l'è vista brutta, mentre cercava di soccorrere con l'auto medica un 18enne ferito in un incidente stradale a Sant'Antimo, in provincia di Napoli. “Un signore si è parato davanti all'ambulanza, mi ha gridato, vuoi o non vuoi io devo stare in ambulanza, quindi mi si è parato davanti. Al mio no mi ha presa per un braccio e mi ha buttata per terra e non mi ha permesso di visitare il ragazzo, non mi ha neanche chiesto di soccorre il ragazzo praticamente”. “Lei si è fatta male?”. “Sì, ho avuto una contusione al ginocchio e al braccio destro, ovviamente la tachicardia, la paura”. L'uomo, parente del giovane, minacciando i presenti avrebbe poi preteso di salire sull'ambulanza e l'avrebbe fatta partire senza medico a bordo. “Un'altra volta ho avuto un calcio al torace, ho dovuto fare anche... altre volte ho denunciato, sempre gli accaduti, anche in pronto soccorso, per ho lavorato in pronto soccorso”. Quello delle minacce e delle aggressioni è un fenomeno dilagante, che fa i conti con un evidente problema culturale e con le difficoltà che affronta il sistema sanitario, e talvolta il medico - che lavora sotto stress - preferisce non denunciare. Che cosa si può fare e quale è l'appello che viene dalla Campania? “E' la legge che tende ad equiparare l'operatore sanitario al pubblico ufficiale, che ci preserverebbe da ulteriori aggressioni. Oggi noi siamo visti come bersaglio, lo dico da medico e non da direttore generale”.

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