Suicidio tiktoker, aperto fascicolo per istigazione suicidio

00:01:24 min
|
2 giorni fa

Le indagini diranno se Alex è morta perché non sosteneva più il peso degli insulti online o per altri motivi. Intanto si indaga per istigazione al suicidio e anche per omessa vigilanza dell'arma di dotazione del padre, guardia giurata, nel fascicolo aperto della Procura di Monza, che indaga sulla morte di Alexandra Garufi, la giovane TikToker 21enne, all'anagrafe Davide, che si è tolta la vita lo scorso 19 marzo a Sesto San Giovanni. L'ipotesi accusatoria al momento non sarebbe collegata ai messaggi social ricevuti dalla giovane che su TikTok aveva raccontato il suo percorso di transizione di genere. Piuttosto è un atto dovuto da parte della Procura per poter eseguire alcuni accertamenti e anche l'autopsia. I parenti non hanno riferito di episodi di bullismo o cyberbullismo, subiti dalla ragazza, ma hanno sottolineato la sua fragilità personale e il dolore provato per la morte avvenuta tempo fa della sorella. È stata invece una vicina di casa con cui Alexandra si confidava a raccontare degli, insulti omofobi ricevuti online, che erano diventati sempre più violenti da quando Alex aveva annunciato l'inizio della terapia ormonale per cambiare sesso. Da quel momento era stata vittima di violenti episodi di bullismo e transfobia, sia sulla rete che nella vita quotidiana. Le indagini accerteranno emotivi alla base del gesto di Alex. Certo è che su tutta la storia aleggia il basso mondo dei social che spesso può essere spietato. .