Prima Veterinaria, poi Medicina, l'Università ai tempi del Covid riparte dai test d'ingresso, prova generale in vista del nuovo anno accademico. 10 mila iscritti per 890 posti Veterinaria, 65 mila candidati per 13 mila 72 posti a Medicina, con un'organizzazione capillare, improntata ovviamente alla sicurezza, a partire proprio dalla decisione di svolgere il test a numero chiuso nazionali nella sede più vicina a casa, a prescindere da quella scelta. Covid che ha anche influito sulle scelte dei ragazzi che, sottolinea una ricerca di Skuola.net, soprattutto al sud hanno deciso di iscriversi vicino al proprio luogo di residenza, sia per le condizioni economiche della famiglia sia per la paura di restare bloccati da un nuovo possibile lockdown. E intanto scoppiano già le prime grane che riguardano quei candidati che non hanno potuto sostenere il test di accesso essendo in isolamento fiduciario anti Covid. “Si troverà una soluzione”, assicura il ministro Gaetano Manfredi, consapevole che l'ipotesi di una sessione straordinaria aprirebbe, di fatto, la strada a migliaia di ricorsi, rallentando la pubblicazione della graduatoria nazionale prevista per il 29 settembre. Al momento comunque nulla è stato deciso, mentre il Ministro ha già illustrato le linee guida per la ripartenza a cui ogni ateneo dovrà attenersi: quando sarà possibile, le lezioni verranno svolte sia in presenza sia online, attraverso una modalità mista che permetterà di ridurre il numero degli studenti in aula per garantire il distanziamento di sicurezza, insomma, aule affollate per il 50 per cento, con accessi diversificati e sanificazione, chi vorrà assistere alle lezioni in presenza potrà farlo prenotandosi attraverso app o piattaforme ad hoc; fondamentale, poi, è la mascherina che gli studenti dovranno portare da casa e che sarà obbligatoria. Regole a parte, si attendono anche i numeri per fotografare questo nuovo anno accademico, le nuove matricole, ma non solo, numeri ufficiali che arriveranno a fine ottobre, inizio novembre.